Partiti e civici si muovono in vista delle Provinciali di marzo

Partiti e civici si muovono in vista delle Provinciali di marzo

Non solo elezioni Europee di maggio all’orizzonte della politica locale. A breve, molto prima del voto per Strasburgo, ci sarà il rinnovo del consiglio provinciale. Le elezioni del 31 marzo 2019 serviranno per rinnovare il solo consiglio e non eleggeranno presidente. In quella carica, infatti, rimane Carlo Medici (Pd) eletto nel 2018.

Ma c’è tutto un mondo che gira attorno alle elezioni indirette di fine marzo. Per prima cosa bisogna ricordare che, come ormai da prassi, per gli organismi provinciali non votano i cittadini bensì gli amministratori dei Comuni della provincia che esprimono le proprie preferenze in modo ponderato.

La questione più importante – almeno sulla carta – è dare una maggioranza all’attuale presidente. Perché se da una parte quella che lo aveva portato all’elezione era molto trasversale, scaturita da un accordo “istituzionale” capitanato da Partito Democratico e Forza Italia, adesso la questione appare diversa. Entro il  10 di marzo vanno presentate le liste e già sembra ci siano dei dati certi e qualche punto interrogativo che nelle prossime settimane i partiti proveranno ad evadere.

Il primo punto fermo è che i partiti vorrebbero provare a “contarsi”. Nessun cartello elettorale all’orizzonte, né per mettere insieme una sorta di coalizione, né per puntare ad egemonizzare aree politiche. I due principali sponsor del presidente Medici, Pd e Forza Italia faranno la propria lista, come la farà la Lega e così via. Anche perché c’è un’area – quella che solo un anno fa era divisa – che potrebbe ricompattarsi: parliamo dei civici. Come ormai è sotto l’occhio di tutti, nelle amministrazioni comunali della provincia pontina, il movimento civico è forte a tal punto da poter essere l’unico in grado a poter provare ad esprimere una maggioranza. Il punto, però, è capire se questi riescano ad esprimere una sola lista, o ancora se ci sia un unione di intenti successivamente, qualora dovessero decidere di andare divisi. Rimane comunque alto il rischio che continui a “non vincere nessuno”. Un problema relativo per come funzionano oggi le province, dove poi spetta al Presidente in carica farsi carico di trovare una sintesi che provi a mettere insieme le varie anime. Qualcosa che già è accaduto in Provincia di Latina nel 2017

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