Porto di Gaeta e Intergroup leader nella movimentazione del wood pellet

Porto di Gaeta e Intergroup leader nella movimentazione del wood pellet
"Un momento del convegno Intergroup sul wood-pellet"

“Un momento del convegno Intergroup sul wood-pellet”

Non si è trattato solo di un evento per i soli addetti ai lavori, ma più in generale di un appuntamento per confermare il ruolo di leader del porto commerciale di Gaeta quale principale scalo italiano per movimentazione e confezionamento del wood pellet, un materiale relativamente nuovo nel mercato delle biomasse per il riscaldamento domestico. In questo senso, strategici sono risultati gli investimenti sullo scalo portuale, banchine, dragaggio e altri interventi, in particolar modo con i soldi dell’autorità portuale di Civitavecchia – Fiumicino – Gaeta.

pelletUn mercato nuovo, nel quale questo materiale è stato introdotto da non pù di un paio di anni e vede la società Intergroup come prima azienda logistica sul mercato e primo movimentatore in Italia, non solo per la quantità, ma anche dal punto di vista cronologico in virtù del fatto che la sua registrazione mantiene la prima matrice nel commercio pellet. A questo proposito, all’incontro di questa mattina, venerdì, era presente anche la German Pellet, azienda leader nel mondo per il commercio di questo materiale di puro legno vergine.

All’incontro hanno partecipato anche il sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano, il presidente della Camera di Commercio Vincenzo Zottola, l’associazione degli operatori portuali, associazioni di categoria, autorità portuali da diverse parti d’Italia e aziende del settore.

"L'impianto di confezionamento del pellet acquistato da Intergroup"

“L’impianto di confezionamento del pellet acquistato da Intergroup”

Una nuova frontiera nel commercio di materiali energetici sostenibili, nella quale la stessa Intergroup ha investito con l’acquisto di apparecchiature per il confezionamento del materiale, dal valore complessivo di due milioni di euro. Un impianto da 4mila sacche all’ora che confermano la scelta della società spedizioniera di diversificare la gamma di merci movimentate, anche in una prospettiva ecosostenibile. Specie dopo le polemiche scaturite in seguito alla movimentazione di petcoke nel comprensorio e in particolar modo verso il deposito di Sessa Aurunca.

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