REGIONE LAZIO: RIFORMA DEI SERVIZI SOCIALI, IL PARERE DEI GARANTI REGIONALI

E’ stata la volta degli organismi della Regione Lazio preposti alla tutela dell’infanzia e dell’adolescenza, ai diritti dei detenuti e alle pari opportunità sulla PL 226 d’iniziativa della Giunta regionale, concernente il “Sistema integrato degli interventi, dei servizi e delle prestazioni sociali per la persona e la famiglia nella Regione Lazio”. Oggi in Commissione Lavoro, pari opportunità, politiche giovanili e politiche sociali, presieduta da Maurizio Perazzolo (Lista Polverini), sono stati ascoltati il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, Francesco Alvaro, il Garante dei diritti dei detenuti, Angiolo Marroni, e la presidente della Consulta femminile per le pari opportunità, Donatina Persichetti.

Ha aperto i lavori dell’intensa mattinata di audizioni, il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza, Francesco Alvaro, pur apprezzando il tentativo di mettere mano a una materia che da anni attende un intervento del legislatore regionale, critica il modello organizzativo previsto dalla PL 226, in quanto ricalca quello della suddivisione del territorio in Asl. Secondo Alvaro, tale modello organizzativo “non appare rispondere a quei principi di partecipazione e di condivisione progettuale previste da leggi nazionali di sistema come la 328/2000, rischia di essere difficilmente controllabile nei costi di gestione e scarsamente efficiente per i risultati”. Secondo il Garante dei diritti dei detenuti, invece, l’impianto della proposta di legge tutto sommato funziona, anche se Angiolo Marroni ha sottolineato la necessità di prevedere un sostegno finanziario ai comuni, che sono, assieme ad Asl e Province, i referenti principali delle strutture carcerarie. Secondo Marroni, inoltre, la riforma dei servizi sociali deve tenere conto maggiormente delle cosiddette misure alternative alla carcerazione, come arresti domiciliari, lavoro esterno, regime di prova e le case famiglia per i tossicodipendenti. Un sistema che, secondo Marroni deve essere incentivato. E’ da pensare diversamente l’assetto organizzativo del nuovo sistema dei servizi sociali anche per la presidente della consulta femminile per le pari opportunità, Donatina Persichetti, secondo la quale la dimensione Asl “non può rispondere a tutta quella costellazione di esigenze che ci sono sul territorio”.

Oltre ai citati Garanti e allla presidente della Consulta femminile, nel corso della mattinata sono stati ascoltati: la presidente dell’Ordine degli psicologi del lazio, Maria Lori Zaccaria; la presidente dell’Ordine degli assistenti sociali del Lazio, Giovanna Sammarco; il segretario regionale del Sunas – Sindacato unitario nazionale assistenti sociali, Domenico Pellitta; il presidente regionale, Elio D’Orazio, la vicepresidente regionale, Gabrilella rasetti, e il presidente del Consiglio regionale, Pasqualino Carconi, dell’Ancescao – Associazione nazionale centri sociali, comitati anziani e orti; il delegato della Fondazione Villa Maraini, Paolo Carminati; la presidente dell’Anci Donna regionale Lazio, Gabriella Sisti; il presidente dell’Anci Lazio, Fabio Fiorillo; la presidente di Solidea (Istituzione di genere femminile e solidarietà della Provincia di Roma), Grazia Passuelo; il portavoce del Coordinamento enti per l’infanzia e l’adolescenza, Claudio Tosi.

Soddisfatto Perazzolo, secondo il quale “dopo le audizioni di oggi, è sempre più ferma la mia convinzione che stiamo passando da un sistema della semplice gestione delle emergenze, con iniziative spot, a un sistema della programmazione su tutto il territorio regionale con la certezza degli interventi”.

Presenti, oltre al presidente Perazzolo, l’assessore alle Politiche sociali e alla famiglia, Aldo Forte, e i consiglieri Annalisa D’Aguanno (Pdl), Tonino D’Annibale (Pd), Luigi Nieri (Sel) e Anna Maria Tedeschi (Idv).

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