CORI: OLTRE IL REALE, LA MOSTRA DI EROLI

“Oltre il reale”, la mostra di opere e il catalogo di Pier Luigi Eroli, verranno presentati domani pomeriggio, sabato 15 ottobre, alle ore 18.00, a Palazzetto Luciani, a Cori. Oltre agli amministratori, con in testa il sindaco Tommaso Conti e il delegato alla Cultura Giorgio Chiominto, sarà presente l’arch. Paolo Portoghesi, uno dei più importanti architetti del mondo, oggi professore presso la facoltà di Architettura de La Sapienza, di Roma.

Ciò che distingue nettamente Pier Luigi Eroli dagli altri artisti è il fatto che non è solo pittore ma anche architetto a pieno titolo, cosa un tempo del tutto normale, ma oggi assai raro.

Come architetto Eroli aderì fin dall’inizio al G.R.A.U. e i suoi progetti sono una delle testimonianze più affascinanti di quel periodo passato alla storia come “Architettura disegnata”, che era un atto di ribellione verso l’ondata vincente del consumismo.

Come pittore invece Eroli ha sempre preferito una pittura legata alle immagini della quotidianità, ma nello stesso tempo trasognata, immersa in un’aura interrogativa che impone all’osservatore di trovare la soluzione del rebus.
Eroli cerca di varcare i margini angusti, non solo del foglio o della tela, ma di un presente deludente, alla ricerca di un’altra realtà, senza tuttavia abbandonare la flagranza della vita colta nella figura umana dipinta con freschezza, con sensualità e attenzione alla fisionomia, ma mettendo sempre in discussione l’unicità dello spazio e la sua natura prospettica.

I suoi quadri diventano racconto, evocando più tempi, più situazioni, o almeno più momenti diversamente orientati, dove i titoli evocano operazioni corporee ed esprimono una riflessione sull’essere. Una pittura filosofica che parla di una ricchezza altra rispetto a quella che tutti cercano affannosamente e intenta a magnificare il potere, l’avere, il possedere, smarrendo il senso dell’essere. È la ricchezza delle relazioni fra gli uomini, di cui Eroli fa capire l’importanza rappresentando persone separate, vecchi, bambini, figure esaltate o danzanti, che esprimono il valore dello stare insieme. Una pittura gioiosa e coloratissima che lascia all’osservatore piena libertà di interpretazione, una pittura enigmistica che prende per mano e sfida a comprendere le parole che potrebbero contenere un senso segreto.
Ciò che lo distingue dai surrealisti storici è la drammatica denuncia di un oggi liquido e virtuale che nega la corporeità e veglia sui simulacri e dove la dimensione onirica non è più importante solo per i suoi paradossi e le sue contraddizioni, ma anche perché riporta alla dimensione quotidiana del vissuto, attraverso i frammenti impazziti dell’immagine.

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