A CORI E GIULIANELLO PER QUATTRO SI’ A REFERENDUM DEL 12-13 GIUGNO

Sì per vivere, Sì per decidere, Sì per contare, Sì per cambiare: è questa la posizione del “Comitato per il SI al referendum del 12-13 giugno” di Cori e Giulianello, illustrata ai cittadini ieri pomeriggio a Piazza della Croce. I prossimi referendum, infatti, rappresentano una straordinaria opportunità per un diverso modello di sviluppo, necessario e possibile, e per rivendicare tre beni comuni come l’acqua, l’energia in sicurezza e la parità di doveri. La vittoria del SI può avviare un processo di cambiamento profondo in termini di contrasto ai processi di mercificazione, abrogando le leggi con le quali il Governo in carica ha privatizzato l’acqua, deciso il ritorno al nucleare e introdotta la possibilità per premier e ministri di non farsi processare.

Ci sono le conoscenze e le soluzioni per garantire il benessere umano e la rigenerazione della natura da cui questo dipende, senza causare danni all’unico pianeta che abbiamo, ecco perché il Comitato ha invitato la cittadinanza a votare: 2 Sì perché l’acqua sia pubblica: sottratta al profitto e ai privati che speculano su un bene primario e vitale, negandola a chi non ce l’ha, o facendola pagare cara, e fregandosene degli inquinanti che danneggiano gravemente la salute; 1 Sì per respingere il piano nucleare: niente moratoria di un anno, bisogna cancellarlo definitivamente. Nonostante la volontà del Governo di non rispettare i risultati del referendum dell’87, dopo Chernobyl, che impose la chiusura delle centrali nucleari, oggi, la tragedia del Giappone dimostra che quella fu la scelta giusta. Quelle ingenti risorse vanno invece destinate al risparmio energetico, allo sviluppo delle energie rinnovabili e pulite, ecocompatibili con le esigenze del territorio; 1 Sì per abolire la legge che prevede il “legittimo impedimento” per il Presidente del Consiglio e i Ministri a comparire nei Tribunali come imputati: perché la legge torni ad essere uguale per tutti. Senza leggi ad personam anche chi ci governa potrà essere processato come chiunque altro.

Tra due settimane, dunque, è importante votare, e bisogna recarsi alle urne in massa: il Governo, infatti, per cercare di impedire che i 4 referendum raggiungessero il quorum, ne ha imposto lo svolgimento a metà giugno, invece di farlo coincidere con il voto per le elezioni amministrative, sprecando così oltre 350 milioni di euro.

L’amministrazione di Cori sta facendo la sua parte in questa battaglia: dopo l’approvazione della mozione per la denuclearizzazione del territorio comunale, ha approvato la mozione per la ripubblicizzazione dell’acqua; mentre il Pd e il PdCI – FdS hanno costituito il “Comitato per il SI al referendum del 12-13 giugno”.

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