OPERAZIONE BLACK STONE, SEQUESTRATI BENI PER VENTICINQUE MILIONI DI EURO

Sono coinvolti anche dei pontini nell’operazione Black Stone, Pietra Nera. Questo l’esito delle indagini di un maxi blitz che i militari della Guardia di Finanza hanno condotto contro l’evasione fiscale tra le provincia di Caserta e di Frosinone e che ha portato alla denuncia di sedici persone e al sequestro di beni per venticinque milioni di euro. Cinquantasei milioni di euro di imposte dirette e 17 milioni di Iva l’entità dell’evasione. Sedici le persone denunciate, dodici della provincia di Frosinone e quattro delle province di Caserta e Latina. Fatture false rilevate per tredici milioni di euro. Ventinove le imprese coinvolte di cu quattordici ciociare operanti nel settore dell’edilizia e delle costruzioni di edifici. Due gli anni di indagine che hanno rilevato come, ancora una volta, la lunga mano della criminalità casalese e camorristica trovi ampio spazio nelle due province del basso Lazio. E infatti, proprio seguendo le tracce economiche e finanziarie di imprese riconducibili a clan camorristici operanti in Casal di Principe, già sottoposte a sequestro dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in quanto nella disponibilità della Famiglia Setola, si sono ricostruiti i fitti legami imprenditoriali che legavano le società all’economia del Cassinate e del Pontecorvese.

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