I Dem studiano il dopo La Penna: ipotesi Moscardelli per la segreteria

I Dem studiano il dopo La Penna: ipotesi Moscardelli per la segreteria

Mentre a livello nazionale l’ex segretario Matteo Renzi annuncia che non correrà alle primarie e mentre il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti rimane l’unico in corsa per la segreteria, a livello provinciale si muovono i Dem per il dopo Salvatore La Penna.

In una terra pontina, per anni feudo elettorale di Forza Italia – oggi più che mai leadership insidiata dalla Lega di Salvini – negli ultimi tempi il Pd si è tolto qualche soddisfazione ma senza mai davvero riuscire ad insidiare lo strapotere del centrodestra. In alcuni comuni dei Lepini e nell’area del sud pontino – ma non solo – sono arrivati tanti buoni risultati negli anni, ma poi la questione a livello provinciale ha sempre raccontato altro. In più, la nascita del Partito Democratico, dopo un periodo di “luna di miele” tra le correnti interne, ha creato divisioni e frizioni di ogni genere.

Salvatore La Penna

Da anni ormai la corrente di Area Dem, a cui fa capo l’ex senatore Claudio Moscardelli ha espresso il segretario provinciale. Oggi, che Moscardelli non ha incarichi istituzionali di peso, dopo essere stato prima consigliere regionale e poi senatore della repubblica, pare che i suoi pensino proprio al suo nome, ovviamente con il probabile benestare di chi è chiamato direttamente in causa. Anche perché gli ultimi due segretari provinciali del Pd ora siedono alla Pisana tra i banchi della maggioranza in consiglio regionale e quel ruolo potrebbe valere un treno che ormai s’è capito vale parecchio.

Il punto da capire è chi ci sarebbe in questa corsa e chi, invece, sarebbe pronto a sposare una causa diversa, in contrapposizione. Perché con alleanze che vengono e accordi che vanno, il Pd provinciale vive di costanti scontri, frizioni e spostamenti di voti che possono fare la differenza. Ma soprattutto, molti si domandano quale sia la parte che prenderà Moscardelli nella più grande corsa alla segreteria nazionale. Perché, malgrado l’ex Margherita sia stato il più importante esponente renziano in zona, alle prime primarie a cui aveva partecipato il sindaco di Firenze, lui non aveva lasciato la linea di Area Dem, sposando la causa dell’allora segretario Bersani. Oggi che la corrente che fa capo a Dario Franceschini e a Piero Fassino, sembrerebbe virare verso il governatore del Lazio potrebbe esserci un ricompattarsi di posizioni su Zingaretti, o forse anche no, è tutto da vedere. Come è da vedere se il nome di Claudio Moscardelli, trovi effettivo riscontro anche tra i vertici provinciali di un partito che continua a leccarsi le ferite dopo le ultime batoste elettorali.

Certo è che se la corrente moscardelliana dovesse mettersi sulla linea di Zingaretti la macroarea piddina a livello provinciale andrebbe tutta – o quasi – verso la stessa direzione, seppur a quel punto bisognerebbe capire se il nome dell’ex senatore sia quello più condiviso. Qualora, invece, la corsa di Moscardelli potrebbe virare su un esponente di area renziana per capirci, sarebbe molto facile vedere una contro l’altra le stesse correnti degli ultimi anni.

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