Individuazione degli impianti per lo smaltimento dei rifuti: il TAR di Latina bacchetta la Regione Lazio

La consigliera regionale 5 Stelle Gaia Pernarella: "E’ l’ente regionale, e non i Comuni a dover indicare le discariche"

Individuazione degli  impianti per lo smaltimento dei rifuti: il TAR di Latina bacchetta la Regione Lazio

L’ennesima conferma a quanto andiamo ripetendo da anni ovvero è la Regione e nessun altro, come la Legge prevede, ad avere l’obbligo di individuare una “rete integrata e adeguata” di impianti per lo smaltimento degli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti necessari a conseguire l’obiettivo dell’autosufficienza su scala regionale”.

Gaia Pernarella, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle

Così Gaia Pernarella, consigliere regionale 5 Stelle, commentando una recentissima sentenza del Tar di Latina, che fa il paio con altre due analoghe e antecedenti, chiamato a intervenire da una società privata in merito alla latitanza della Regione.

“Quanto abbiamo letto nella sentenza 00426 che condanna la Regione, ribadisce tutte le nostre perplessità sull’operato dell’Ente che non solo non procede ad adempiere alla Legge ma continua a scaricare le proprie responsabilità sui Comuni chiedendo loro, prima a Roma, adesso a quelli delle province, di fare quanto avrebbe dovuto già decidere da anni.

Un atteggiamento a cui solo le Procure provano a porre un argine e che rimarca, come già una lettera dell’Unione Europea degli scorsi mesi, tutta l’inadeguatezza dell’Ente regionale che quando viene messo alle strette riesce a proporre soltanto soluzioni approssimative e senza una visione del futuro come in questo caso specifico sono state Fosso Crepacuore e Colle Fagiolara, la prima con una limitata capacità residua, la seconda chiusa dal 15 Gennaio”. Aggiunge la Consigliera regionale: “L’emergenza rifiuti a Roma e nel Lazio affonda le sue radici addirittura nel 1999 ed è da allora che la Regione, senza soluzione di continuità, prosegue in questo percorso irresponsabile tra poteri speciali e deroghe. L’unica soluzione – conclude -, è che finalmente l’Ente si assuma le proprie responsabilità indicando gli impianti, e che poi proceda quanto prima con avvisi pubblici per individuare nuove tipologie di impianti, maggiore controllo sui privati, riconversione tecnologica e adeguamento alle BAT degli impianti di trattamento”.

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