Troia è un’isola, l’omaggio di De Luca alla sua Ponza

Troia è un’isola, l’omaggio di De Luca alla sua Ponza

Troia è un’isola
non capisco il contrasto dei venti
ma rotola l’onda di qua
e di là e noi nel mezzo
trascinati con la nave nera
da gran tempesta a soffrire forte.
l’acqua in sentina ricopre la scassa
e la vela è già tutta bucata 1
isola
che dal Chaos
il tempo
ti rese immortale
ora voragine
onda di terra 2
che tutto divora
passato e futuro
quiete che inganna
dove gli dei
hanno lasciato i loro altari
cosa rimarrà
smarrimento
gravi tempeste
porte spalancate
tutto è silenzio
tutto è abbandono
tutto è presagio di fine imminente 3
triste spettacolo
che ogni cosa sovrasta
non lascerai traccia
quale Pizia
predisse questo destino
cogli
il necessario vento
per la prua
fuori dalle onde
nel mare che ti fa schiava
che possa mutare
il tuo infero
oh la sorte padrona di tutto!!! 4
1 Alceo
2 Eschilo
3 Catullo
4 Demostene
Con questi versi il poeta ponzese Antonio De Luca, mentre continua a peregrinare per il mondo, rende l’ennesimo omaggio a Ponza, alla sua isola.

Versi in cui si avverte il dolore del poeta per quello che il suo rifugio è diventato, per quei valori di cui è intrisa anche la terra delle Ponziane ma che ormai rischiano di scomparire per sempre. In un mondo che va a rotoli vacilla anche il luogo dell’anima. De Luca però non si arrende. Non guarda soltanto al passato. Non soffre immobile. Il riscatto, difficile, è possibile. Resta dunque la speranza. E quella speranza De Luca non la perde mai.

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