Settimo “non compleanno”, per la risonanza magnetica dell’ospedale di Formia

Settimo “non compleanno”, per la risonanza magnetica dell’ospedale di Formia

“Come in Alice nel paese delle meraviglie, oggi festeggiamo il settimo ‘non’ compleanno della risonanza magnetica dell’ospedale Dono Svizzero di Formia. Chi le spegne le ‘non’ candeline? Ha già sette anni ma non è mai nata”. Da parte dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle Raffaele Trano, deputato della commissione VI Finanze, e Loreto Marcelli, vicepresidente della commissione Sanità una nota stampa al vetriolo. Al centro, i servizi di uno dei principali nosocomi della provincia di Latina.

“Apprendiamo dalla stampa che lunedì il direttore di Asl Latina Giorgio Casati ha preso un impegno solenne per l’attivazione a ‘breve’ del servizio di risonanza magnetica. Lo ha annunciato presso la sala conferenze del Dono Svizzero di Formia, l’ospedale più importante del sud-pontino – il secondo della provincia dopo il ‘Santa Maria Goretti’ di Latina – davanti ai sindaci e i rappresentanti dei comuni afferenti al distretto socio-sanitario del Golfo, per fare il punto non solo sulle problematiche che lo affliggono, ma anche sulle prospettive di rilancio del nosocomio formiano. Gli amministratori pontini presenti hanno ascoltato le sue parole senza, pare, chiedere conto di questa surreale ed esasperante situazione fatta di rinvii ed annunci, continui, inerenti l’attivazione dell’essenziale strumento diagnostico.

Era il 21 novembre 2012 quando l’apparecchiatura diagnostica per effettuare la Risonanza Magnetica (delibera n. 647 firmata il 21 novembre 2012) veniva acquistata dall’allora direttore generale Renato Sponzilli.

Giunti, ormai, al settimo anno dopo una serie incredibile di passaggi burocratici (una cinquantina), pare che ora si debba ricominciare da capo. Secondo quanto dichiarato dai vertici dell’Asl di Latina, la risonanza magnetica sembra che abbia subìto gravi danni causati da ben due atti vandalici. Per cui il dottor Casati – riporta una testata giornalistica – ne annuncia la sostituzione con una più grande – forse più bella- capace di diagnosticare con un maggior numero di strati, 64 anziché 32. Ma il paradosso è che si andrebbe a sostituire qualcosa che non è mai entrato in funzione!

Ci chiediamo, giustamente, come è stata custodita fino ad oggi questa costosa apparecchiatura? Quali interessi si celano dietro questi ritardi, reputati da noi strumentali, ed ai presunti atti vandalici?

L’assenza della risonanza magnetica, dall’unico Presidio Ospedaliero DEA di I livello del Sud Pontino, vuol dire una pesante menomazione per l’intera utenza del comprensorio. Ad oggi, chiamando al centralino del Cup, risulta che c’è un unico centro disponibile ad effettuare il servizio in convenzione, e comunque solo per gli arti. Per il resto le prestazioni sono effettuate da privati con un ulteriore aggravio, per esami specifici, dovuto al superticket presente nelle regioni Campania e Molise dovei molti pazienti compiono il loro viaggio della speranza per avere esaudita la loro richiesta del suddetto esame diagnostico.

Quanto ci costa in termini di mobilità passiva extra-regionale? Considerata la complessa gestazione, che tale apparecchiatura subisce, va detto che essa è accompagnata, al pari delle disgrazie, dal solito cliché degli annunci strumentali, della dirigenza aziendale sanitaria, dell’arrivo di nuove apparecchiature diagnostiche di cui dotare il nosocomio formiano. Ci chiediamo quanto tempo ancora si dovrà aspettare per averla finalmente funzionante? Che il Direttore Casati faccia annunci, e procrastini – sine die – l’attivazione del servizio, si è capito; quello che non si comprende è l’atteggiamento degli amministratori pontini che non palesano la benché minima reazione in sede di confronto con lui. Sarebbe lecito, da parte loro, chiedersi: come è possibile che dopo sette anni si continui con la politica degli annunci e non quella dei fatti?

Dovrebbero chiedere conto al Direttore Casati del perché non si riesca mai a far attivare tale importante strumento diagnostico che, prima per questioni burocratiche, poi di formazione del personale idoneo, ed ora per atti vandalici sull’apparecchiatura, resta -de facto- inutilizzata alla pari di un monumento allo spreco di denaro pubblico. Anche questo, purtroppo, con Asl Latina è possibile. Tale ‘politica dello struzzo’ deve avere un termine perentorio, a tutela dell’interesse pubblico. I vertici di Asl Latina facciano chiarezza una volta per tutte e si assumano le proprie responsabilità, altrimenti si dimettano subito!”.

 

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