Degrado e mare rimasto senza pesci, De Luca lancia l’sos al ministro

Degrado e mare rimasto senza pesci, De Luca lancia l’sos al ministro

Il mare di Ponza si sta impoverendo. Il pesce ormai scarseggia. E troppe sono anche le aree di grande valore ambientale a rischio nell’arcipelago pontino. A lanciare un vero e proprio sos per tutelare le Ponziane prima che sia troppo tardi è stato lo scrittore e ambientalista ponzese Antonio De Luca, che nell’ambito della rassegna Ponza d’Autore ha consegnato una lettera contenente il suo appello al ministro dell’ambiente, Sergio Costa, e a Gaetano Benedetto, esponente del WWF ed ex presidente del Parco Nazionale del Circeo.

De Luca ha invitato il ministro a impegnarsi affinché venga mantenuta all’interno del Parco del Circeo l’isola di Zannone, ritenendolo il modo migliore per preservarla da ogni tipo di speculazione dell’industria del turismo, conservarne il patrimonio e soprattutto valorizzarlo, nell’ottica di salvaguardare e rilanciare l’importanza naturalistica di Zannone.

L’ambientalista e scrittore isolano ha poi evidenziato l’urgenza di provvedimenti per la conservazione e la sopravvivenza delle specie ittiche dell’arcipelago, creando quanto prima aree delle aree di riproduzione controllate, evitando inoltre la pesca nei periodi in cui va favorita la riproduzione delle diverse specie e auspicando un’ulteriore stretta nei controlli sulla pesca.

De Luca ha quindi sollecitato l’istituzione di un presidio permanente dei carabinieri forestali a Ponza, per il controllo e la salvaguardia del territorio, che versa in uno stato di grave degrado e abbandono, e uno studio per il risanamento e la riapertura di siti di interesse naturalistico e turistico come la spiaggia di Chiaia di luna e Cala Fonte.

Sollecitato infine il ritorno alla gestione pubblica dell’acqua.

Temi di cui De Luca ha poi discusso sempre nella rassegna Ponza d’Autore intervistato da Gianluigi Nuzzi.

Un dibattito che è stato allargato anche al tema della cultura a Ponza e alla sua perdita di identità, con lo scrittore che ha denunciato una grave crisi identitaria, un futuro di incertezze e una realtà di abbandono e distacco, sostenendo che l’abbandono sarebbe soprattutto da parte della Regione Lazio e dello Stato, al contrario di quanto fa la Regione Campania con le sue isole.

“La scuola – ha affermato De Luca – non è stata all’altezza di un rinnovamento conoscitivo e sociale da portare avanti in una società evoluta”.

Rispondendo infine alla domanda su come da poeta vede il futuro, lo scrittore e ambientalista isolano ha dichiarato di essere molto pessimista.

“Mi provoca un dolore quotidiano – ha detto – vedere tale abbandono e una perdita della identità. A volte preferirei andare via”.

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