Centro disabili, rette care e morosi cacciati: Comune “bocciato”

Centro disabili, rette care e morosi cacciati: Comune “bocciato”

I disabili a Sabaudia dovevano pagare una retta pesante per frequentare il centro a loro dedicato e chi non riusciva a versare la somma veniva messo alla porta. A

stabilirlo, nel 2014, era stata la giunta comunale e tali scelte erano poi state avallate dal Consiglio.

A bocciare quelle scelte, accogliendo un ricorso presentato dai familiari dei portatori di handicap, è stato il Tar di Latina, precisando che simili regole erano anche incostituzionali.

La giunta aveva stabilito che le tariffe per frequentare il centro diurno comunale “L’Amicizia” dovevano essere calcolate sul reddito complessivo della famiglia del disabile, arrivando così a chiedere ai genitori dei ragazzi anche 400 euro al mese, e con delibera di consiglio comunale era poi stato approvato il regolamento per il funzionamento e la gestione dello stesso centro, prevedendo l’allontanamento dei morosi.

Nel ricorso presentato i familiari degli assistiti dalla struttura comunale hanno evidenziato che le norme prevedono il calcolo della retta in base alla situazione economica del frequentatore del centro e non dell’intera famiglia e che non è possibile mandare a casa chi non riesce a pagare. Tesi accolte dai giudici.

Il Tar ha infatti specificato che la legge prescrive appunto di “tenere conto del reddito del solo assistito” e la “disapplicazione delle disposizioni regolamentari comunali incompatibili”.

Nella sentenza è stato inoltre evidenziato che “la misura dell’espulsione dal godimento del servizio assistenziale, in capo al portatore di handicap grave non in regola con i pagamenti, appare misura manifestatamente eccessiva”. Contraria tra l’altro a quanto previsto dalla Costituzione.

I provvedimenti impugnati, seppure dopo ben cinque anni di schermaglie nelle aule della giustizia amministrativa, sono stati così annullati e il Comune di Sabaudia è stato anche condannato a pagare 2.500 euro di spese processuali.

Non è tra l’altro la prima bacchettata che sempre il Comune di Sabaudia riceve dai giudici per provvedimenti o condotte discriminatorie nei confronti dei portatori di handicap.

Lo scorso anno, per la causa fatta all’ente locale da Fabrizio Ghiro e dall’associazione “Luca Coscioni”, è stato infatti il Tribunale di Latina a bollare come discriminatoria la condotta del Comune sul mancato adeguamento degli accessi a mare, imponendo allo stesso di adeguare tutti gli accessi affinché chi si trova su una sedia a rotelle possa autonomamente e agevolmente raggiungere la battigia.

E sempre su iniziativa di Ghiro e dell’associazione “Coscioni” si è aperto ora un altro processo civile relativo alle difficoltà presenti sui bus del trasporto locale per l’accesso dei disabili.

Problemi ereditati dall’attuale giunta di Giada Gervasi, che dal momento del suo insediamento non ha però fatto nulla per risolverli realmente.

La sentenza sugli accessi a mare, dopo una serie di promesse fatte dall’esecutivo, è stata infatti impugnata in appello e sul ricorso al Tar relativo al centro diurno il Comune ha cercato fino alla fine di difendersi respingendo le richieste dei familiari degli assistiti.

Al momento dunque una città tutto meno che a misura di disabile.

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