ITRI, NAUFRAGIO COSTA CONCORDIA: SI SALVA UN MUSICISTA DI ITRI, APPELLO PER L’AMICO DISPERSO

“Il mio basso è caduto in mare, perso per sempre nelle profondità marine dove sono finite tutte le mie cose ma, soprattutto, la spensieratezza di un’esistenza che ormai non potrà ormai più essere uguale a prima”. Si leggono queste riflessioni nel profilo facebook di Antonio D’Angelo, 22 anni da Itri, musicista, suonatore del basso elettrico nel complesso che allietava le vacanze dei viaggiatori sulla nave da crociera “Concordia Costa”, protagonista del naufragio a pochi metri dalle coste dell’isola del Giglio.

Il cruccio maggiore di Antonio, che si è chiuso in casa a Itri subito dopo il suo ritorno e che lascia parlare il papà al suo posto, è che l’amico più caro di lavoro, il batterista originario di Putignano, figura nell’elenco delle persone disperse. Gli altri due componenti il quartetto, fortunatamente sani e salvi, sono di Roma.

“Antonio, dopo aver frequentato l’Istituto Tecnico Industriale “Antonio Pacinotti” a Fondi – esordisce Ernesto D’Angelo, il padre, che lavora alla Telecom, è maestro di chitarra, è sposato con Rosanna Fantasia, responsabile della Caritas di Itri, che, tra le tante opere buone messe in atto, assiste, fornendo cibo e servizio doccia, i tanti commercianti ambulanti che vengono a Itri nei tre giorni della festa patronale di luglio – si è iscritto a un corso per conseguire il diploma di maestro di basso. Nel frattempo ha attivato, in un magazzino di via Santa Maria della Misericordia, a pochi metri da casa e sotto la torre cilindrica del castello di Itri, un luogo di incontro con amici per seguire in TV eventi sportivi, suonare e fare aggregazione. Il 4 dicembre dello scorso anno si è imbarcato sulla “Concordia” in qualità di suonatore ed è stato destinato, con il suo gruppo, al “Gran Bar Berlino”, l’enorme salone centrale dove si balla, che sorge vicino la sala da pranzo della nave. E proprio al Gran Bar Berlino si stava esibendo al momento del terribile impatto con la scogliera. Da quel momento Antonio non vuole più parlare dell’accaduto con nessuno. Da sabato mattina, quando lo abbiamo abbracciato, dopo che venerdi notte siamo corsi su in Toscana, una volta appresa la terribile notizia, preferisce starsene in casa e non vedere nessuno. E’ il suo modo di reagire alla tremenda sciagura e soprattutto alla scomparsa dell’amico di Putignano. L’unico messaggio che mi ha pregato di diffondere è che lui attende con ansia e fiduciosa speranza quache notizia relativa al batterista di Putignano, dato, per ora, per disperso. Nell’ipotesi che qualcuno dovesse rinvenirlo, Antonio lo prega di darne subito notizie alle forze dell’ordine che sono state da lui informate per filo e per segno delle caratteristiche somatiche e generali del disperso”.

In questo appartarsi spontaeo, niente e nessuno sono riusciti a convincerlo a comparire in pubblico per ricordare quei tragici momenti. Neppure le allettanti proposte giunte a casa sua, in via Aurelio Padovani, anche da programmi mediatici di emittenti televisive nazionali. Il suo cuore è là, in fondo al mare, quel mare che, dopo neppure due mesi di navigazione, lo ha già plasmato, trasformandolo in un lupo di mare, con il suo codice rigoroso. Quel codice che porta a legarti in comunione di intenti con il tuo migliore amico, il basso elettrico, ma, soprattutto, quel batterista che da quattro giorni ha smesso di …suonare.

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