LA GUARDIA DI FINANZA DI MARE di FORMIA CHIUDE IL 2011 E GUARDA AL FUTURO OPERATIVO DEL CORPO

LA GUARDIA DI FINANZA DI MARE  di FORMIA CHIUDE IL 2011 E GUARDA AL FUTURO OPERATIVO DEL CORPO

L’anno appena trascorso dalla Sezione Operativa Navale G.di Finanza di Formia, su disposizioni impartite dal Reparto Operativo Aeronavale G.di F. e Stazione Navale G.di F. Civitavecchia, si chiude soprattutto guardando al futuro operativo del Corpo.

In tal senso, in un periodo di profondi cambiamenti, assume valore determinante la capacità di tracciare con chiarezza, non tanto quello che fin qui si è fatto, ma le linee strategiche per il futuro, affinché si possa tenere il passo mantenendosi competitivi nell’assolvimento dei compiti istituzionali, anche in considerazione delle nuove imposte del Governo tecnico, in particolare quelle che colpiscono i proprietari di imbarcazione di lusso a partire dalla lunghezza di metri 10.

Il 2011 si chiude quindi all’insegna della programmazione futura, non tralasciando l’operatività che da sempre contraddistingue le Fiamme Gialle del mare. L’estrema validità dell’azione condotta a contrasto al traffico illecito proveniente via mare, il traffico di migranti, della pesca di frodo, della deturpazione di beni archeologici, dell’occupazione dei beni demaniali senza concessione, dell’ambiente in particolare e, assicurare un maggior introito nelle casse dello Stato attraverso il controllo del sommerso d’azienda nello specifico comparto di competenza e la lotta all’evasione fiscale sui beni di lusso, è  testimoniata dall’incremento di risultati conseguiti nel 2010, rispetto al trascorso 2011.

Circa 120 pattuglie a terra lungo la fascia demaniale per complessivi 130 interventi, quasi unmilione di euro di sanzioni pecuniarie e pene per cui è prevista la reclusione fino a 7 anni o la multa fino a centinaia di migliaia di euro, arresti per un totale di 10 anni complessivi distribuiti nel settore dell’ambiente e ammende per quasi 200.000,00 Euro con sequestri effettuati nel settore fauna ittica e salvaguardia delle risorse biologiche – con decine di persone denunciate e centomila euro di sanzioni.
In materia economico-finanziaria, nella rada di Gaeta, gli impianti itticoltura e mitilicoltura, inizialmente sottoposti a sequestro dall’A.G. di Latina e, solo per ragioni di opportunità dissequestrati nell’immediatezza, ora delocalizzati in una nuova area, saranno oggetto a breve, dopo la conclusione dell’iter amministrativo, di versamenti all’erario di grosse somme non corrisposte in passato per aver  occupato abusivamente gli specchi acquei in eccesso rispetto alle loro concessioni circa 100.000 mq.

Elevati per l’anno 2011 oltre 100 verbali per ICI e/o T.A.R.S.U. non pagata per gli anni pregressi, inviando segnalazioni ai

*Maggiore Luigi SINISCALCO*

rispettivi Comuni di competenza lungo la fascia costiera da Minturno sino  – S.Felice Circeo ai rispettivi Uffici Tributi, al fine di procedere alla riscossione di quanto dovuto per gli anni in questione, incrementando significativamente le proprie casse comunali cosi come è avvenuto, al momento, con il solo Comune di Minturno che ha fatto conoscere tramite il proprio servizio Finanziario – Ufficio tributi sez. ICI che a seguito ricezione dei numerosi contesti effettuati dalla S.O.N. di Formia hanno recuperato ICI dovuta per gli anni dal 2005 al 2010 per un importo di oltre 70.000,00 Euro e i titolari degli stabilimenti balneari all’uopo hanno già avuto notificato gli avvisi di accertamento liquidazione. Se ciò avvenisse per tutti i Comuni costieri gli stessi dovrebbero recuperare circa 700.000,00 Euro dai concessionari degli stabilimenti balneari che dolosamente non hanno mai corrisposto. Per eventuali inadempienze da parte dei funzionari degli Enti Comunali a non emettere l’avviso di accertamento liquidazione ai titolari degli stabilimenti balneari, regolarmente accatastati, saranno oggetto di denuncia per danno erariale alla Suprema Procura Regionale della Corte dei Conti non tanto dal mancato introito dei canoni di concessione demaniale ma bensì dall’inerzia degli Uffici comunali a non applicare tutti i poteri a disposizione per interrompere il protrarsi del reato e permettere il giusto utilizzo della collettività di un bene dello Stato (e non privato) e i relativo introito dovuto quale corrispettivo all’occupazione demaniale.

Per quanto riguarda la lotta all’evasione, la Sez. Op. Navale, anche su quelli che sono gli orientamenti delle normative vigenti, ha predisposto in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate un piano d’intervento sui beni di lusso in particolare imbarcazioni e navi da diporto intestate a persone fisiche allo scopo della determinazione del reddito presunto inerente beni indicativi di capacità contributiva – nel merito sono stati segnalate circa 80 persone fisiche, intestatarie di mezzi nautici di svariati milioni di euro, che hanno dichiarato reddito difforme rispetto alle loro capacità contributive e, in particolare, hanno usufruito di agevolazioni sull’acquisto del carburante previste per chi esercita attività commerciali nel particolare settore della nautica, ma che in quel momento erano in attività ludiche con la propria famiglia a spese dei contribuenti. In tal senso sono state denunciate all’A.G. competente 5 persone, per le quali è stato richiesto alla stessa, il sequestro del mezzo nautico, per contrabbando doganale di circa 100 tonnellate di carburante. Ciò ha determinato, in collaborazione con i Comandi Territoriali, il recupero di Accisa evasa e IVA dovuta per il carburante indebitamente imbarcato recuperando nelle casse dello Stato circa 200.000 Euro. Questa attività, ha visto collaborare sinergicamente e, in unità d’intenti, l’Agenzia delle Dogane di Gaeta e questa Sezione e, proprio per questa sinergia di lavoro, in questi giorni, ha visto convalidarsi, dalla Commissione Tributaria il lavoro fin qui svolto e cioè il recupero degli importi acclarati più le sopratasse con un corposo utile a favore delle casse dello Stato.

Si è chiusa da pochi giorni una complessa indagine delegata, unitamente alla C.P. di Gaeta, circa le cause dell’affondamento di una grossa imbarcazione da diporto che ha causato la morte di nr. 3 persone di area napoletana al largo delle coste Gaetane ove sono state ipotizzate specifiche responsabilità e attualmente al vaglio dell’A.G. di Latina dott,. Giancristofaro per quanto di competenza.

Sono state effettuate a mezzo delle 8 unità navali dipendenti, quasi 600 crociere di servizio, percorrendo quasi 42.000 Miglia e 1000, tra natanti e imbarcazioni, sottoposte a controllo per oltre 1500 persone identificate e controllate. Sono state elevate 300 tra denunce e sanzioni amministrative effettuando, nel settore in argomento,  numerosi sequestri di mezzi nautici. All’uopo sono stati segnalati numerose persone intestatarie di imbarcazioni da diporto con grossi carichi penali pendenti e che utilizzano tali mezzi nautici per scopi ricreativi e di  possibili attività criminali che allo stato sono attenzionati da numerose attività delegate dalle Procure di Latina e Frosinone che a breve saranno concluse con apposite informative di reato.

I mezzi militari della scrivente Sezione, hanno effettuato altresì, nell’ambito delle attività normali d’Istituto, controlli mirati nelle isole ponziane, ove oltre alla presenza di unità stabili tutto l’anno, in particolare a difesa dell’Area Marina protetta isola di Ventotene e Santo Stefano, grazie all’assegnazione di una modernissima Unità Navale Classe Buratti 2^ Serie il G.210 MARRA  con 9 persone di equipaggio tutti militari di grossa specializzazione con sistemi di navigazione e controllo di ricerca e scoperta che nessuna polizia al mondo ne è dotata. Allestita presso i cantieri Intermarine di Sarzana ha una l. di circa 22 mt.   ha un’ autonomia senza uguali motorizzata con 2 motori MTU da 2000 HP che consente una v: di 32 nodi. Il mezzo navale è in grado di assolvere tutte le funzioni operative e soprattutto collegarsi a sistemi informatici alle sale operative a terra per conoscere in tempo reale dati reddituali e precedenti penali dei soggetti da identificare. Altresì è dotata di sistemi di raggi infrarossi allo scopo di individuare sottocosta o in affiancamento alle navi da controllare eventuali movimenti che a bordo possono essere oggetto di offesa allo stato rivierasco.

L’anno si conclude quindi in maniera sempre più tradizionalmente positiva, con un occhio alla programmazione futura in ragione delle direttive impartite dal Comando Generale. La Guardia di Finanza viene tradizionalmente individuata come un Corpo di polizia che opera, nell’ambito dell’ordinamento tributario, per fini di tutela degli interessi erariali. Nel tempo, tale dispositivo è stato oggetto di un costante e attento aggiornamento, per renderlo più funzionale ed aderente ad un contesto operativo in continua trasformazione.

La ristrutturazione del Corpo e dell’Amministrazione Finanziaria in genere, nonché il rapido mutamento del quadro normativo vigente nella nautica in particolare, per il rilancio del settore, induce, infatti, ad adottare scelte innovative.

In questo contesto, è necessario adeguarsi ai tempi, rimanendo “ancorati” comunque alle caratteristiche strutturali del Corpo, ma ampliando ed elevando l’efficacia dell’azione ispettiva.
Tutto ciò si ottiene preparando ed elevando la  già alta professionalità del personale, destinato ormai a coprire un ruolo sempre più importante nel contrasto all’evasione fiscale e all’economia sommersa nel settore nautico e al suo indotto.

L’anno al quale ci siamo appena affacciati, nasce quindi con l’obiettivo di incrementare soprattutto il campo economico e finanziario con l’assolvimento dei compiti di Polizia Economica, assumendo connotazioni di polizia sempre più specializzata nel particolare settore.

Chiuso positivamente  il 2011, si pensa al nuovo anno come a quello del rilancio nell’ambito dei nuovi scenari europei per la Guardia di Finanza in generale e, per la Sezione Operativa Navale di Formia in particolare, all’insegna della Lotta all’evasione in quanto dopo le ultime manovre il fisco può contare su nuovi strumenti per potenziare il redditometro.

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