ANNI 90: ALTRO ERGASTOLO PER ZAGARIA

Secondo ergastolo in una settimana per il boss dei casalesi, ricercato da quindici anni, Michele Zagaria. è l’esito del processo d’appello celebrato presso la Corte d’Assise di Roma che segue il processo di primo grado del 17 luglio 2009 presso la Corte d’Assise di Latina frutto dell’operazione dei carabinieri denominata Anni 90. Insieme alla “primula rossa” della mafia casalese, attuale reggente del clan, erano imputate altre sei persone ritenute elementi di una cellula dei casalesi operante nel Basso Lazio. Per ognuna di loro la Corte d’Assise d’Appello presieduta da Guido Catenacci ha ridotto le pene, per uno addirittura, Ettore Mendico, ritenuto dall’accusa  il capo del gruppo criminale nel Basso Lazio, cancellata la condanna del carcere a vita mutata in una più lieve pena di dodici anni per il reato associativo. I sette, a vario titolo, infatti, erano accusati di associazione per delinquere di stampo mafioso, omicidio ed estorsione. Nel dettaglio, detto di Zagaria ed Ettore Mendico, Orlandino Riccardi è stato condannato a 12 anni (15 in primo grado), Domenico Buonamano (10 in primo grado) e Antonio Antinozzi (10 in primo grado), a 7 anni ciascuno, Luigi Pandolfo a 5 anni (7 in primo grado), Antonio La Valle a 2 anni e 8 mesi di carcere (3 anni e 4 mesi in primo grado), confermate le assoluzioni di Luigi Riccardi e Maurizio Mendico. Per quanto riguarda lo specifico delle contestazioni, Zagaria e Mendico erano stati processati perché accusati degli omicidi dell’imprenditore Giovanni Santonicola e del sorvegliato speciale Rosario Cunto. I giudici d’appello hanno ordinato la trasmissione della sentenza al pm di Latina per le sue valutazioni in ordine alla posizione di Francesco Bidognetti, ritenuto elemento di spicco della fazione dei Casalesi, in relazione proprio all’omicidio di Santonicola. Da rilevare la soddisfazione delle difese degli imputati, avvocati Renato Archidiacono, Pasquale Cardillo Cupo, Michelangelo Fiorentino,  Giuliano Mariano, Giovanni Aricò, Camillo Irace che hanno visto accolte buona parte delle proprie tesi specie se confrontate con le richieste della pubblica accusa Picozza che aveva chiesto, ottenendolo, l’ergastolo per Zagaria, ma anche la conferma della pena in primo grado per Ettore Mendico, l’ergastolo per Riccardi, l’aumento a 12 anni per Buonamano, dieci anni per Maurizio Mendico e la conferma della pena per i restanti imputati. Una volta lette le motivazioni, le difese hanno già manifestato l’intenzione di ricorrere in Corte di Cassazione per scardinare anche l’ipotesi associativa che, in sostanza, è quella che ha portato alle condanne in Appello.

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