Scarpe antinfortunistiche: cosa è importante sapere?

Scarpe antinfortunistiche: cosa è importante sapere?

Si sente parlare spesso di scarpe antinfortunistiche, ma cosa sono esattamente? Di fatto, sono degli strumenti indispensabili per i lavoratori che si trovano ad operare in ambienti pericolosi, come cantieri, magazzini, catene di montaggio ed attività di carico e scarico merci. In questi luoghi, infatti, il rischio di farsi male è più elevato.

Pertanto è necessario prendere tutte le precauzioni possibili, al fine di evitare situazioni spiacevoli. Rispetto al passato, oggigiorno è possibile trovare sul mercato tanti modelli di scarpe antinfortunistiche, alcuni dei quali riproposti da importanti marchi, che sono da sempre sinonimo di garanzia ed affidabilità.

Ma come fare a scegliere per il meglio? Di norma, è il datore di lavoro o il RSPP a comunicare il tipo di scarpa che può andare bene per l’attività lavorativa che l’operatore è chiamato a svolgere. Tuttavia, per chi avesse dei dubbi, la normativa europea EN ISO 20345:2011 classifica le calzature antinfortunistica in base in base al livello di sicurezza.

Le certificazioni previste dalla normativa

Le scarpe antinfortunistiche SB indicano un livello basso di sicurezza. Infatti, sono in grado di soddisfare i livelli minimi previsti dalla normativa europea. Esistono, però, anche le calzature SBP, che differiscono per la presenza del puntale in acciaio della resistenza di 200 joule. Questo tipo di calzature vengono indossate in ambienti che non prevedono gravi rischi, come i magazzini.

Le scarpe, invece, dotate di certificazione S1, S1P e S2, oltre alla punta in acciaio da 200 joule, hanno anche la suola antistatica. Tuttavia, le S1P hanno anche la lamina antiperforazione, mentre le S2 sono impermeabili all’acqua fino ad un ora circa. Questo gruppo di scarpe antinfortunistica sono destinate a luoghi di lavoro a basso-medio rischio.

Tuttavia, tra le varie tipologie di calzature da lavoro si ritrovano anche quelle di livello S3, che prevedono la lamina antiperforazione realizzata in tessuto con aggiunta di kevlar. Infatti, vengono impiegate nell’edilizia e nel settore agricolo. Chi punta ad una maggiore sicurezza, invece, deve scegliere tra le scarpe antinfortunistica certificate S4 ed S5, che garantiscono un’eccellente tenuta antistatica, un’elevata impermeabilità ed anche la presenza della lamina antiperforazione.

Altri aspetti importanti da considerare

Come si è avuto modo di intuire, le scarpe antinfortunistiche devono essere dotate di un puntale, che deve essere in grado di proteggere da eventuali urti per un’energia pari a 200 joule. Inoltre, bisogna considerare anche la tipologia di calzatura che è meglio adottare. Infatti, si possono trovare scarpe alte, che consentono di proteggere le caviglie e di mantenere i piedi asciutti. Esistono, poi, anche le scarpe basse, che consentono una maggiore agilità, in quanto leggere e rispettose della conformazione dei piedi.

I lavori, però, che prevedono un prolungato contatto con il gelo, l’acqua e la pioggia, non possono che puntare agli stivali. Infine, si ricordano anche gli zoccoli, che possono essere utilizzati nelle scuole e nelle professioni sanitarie, ed i sandali, che sono consigliati per chi ha esigenza di far traspirare il piede, magari a causa di patologie specifiche. Dunque, prima dell’acquisto è importante valutare con attenzione e non agire d’istinto, in modo da non doversene pentire in fase di utilizzo.

Foto di Stefano Ferrario da Pixabay

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