Mononucleosi: cause e sintomi della malattia del bacio

Mononucleosi: cause e sintomi della malattia del bacio

Conosciuta come “malattia del bacio”, la mononucleosi è un’infezione benigna caratterizzata da febbre, ingrossamento dei linfonodi e da una sensazione di stanchezza cronica che può durare per settimane o, addirittura, per mesi. Tipica degli adolescenti, è una malattia che quasi tutti abbiamo preso durante la nostra gioventù.

Le cause

Stando alle ultime specifiche segnalate dal sito GuidaUsoFarmaci la cause più comune della mononucleosi è il virus Epstein-Barr il quale infetta la maggior parte della popolazione umana a un certo punto dell’esistenza. Secondo importanti studi clinici, infatti, circa il 25 per cento dei ragazzi che vengono a contatto con il virus, svilupperà la mononucleosi. La malattia del bacio è molto comune nelle persone di età compresa tra i 15 e i 35 anni.

Viene chiamata “malattia del bacio” perché si trasmette principalmente attraverso la saliva, ma può anche diffondersi attraverso l’utilizzo di oggetti in comune e starnuti. Lo scambio di tali fluidi corporei è, infatti, uno dei modi molto comuni di trasmettere l’infezione, in particolare tra gli adolescenti. E noi possiamo bene immaginare il perché! La buona notizia? La mononucleosi non è contagiosa come il comune raffreddore e passerà da sola con l’andare del tempo.

Mononucleosi sintomi: come si riconosce?

I tre sintomi classici della malattia del bacio sono febbre, mal di gola e ingrossamento delle ghiandole linfatiche. Raramente, è possibile incorrere in epatite, milza gonfia e miocardite (infiammazione del cuore). Non si tratta di una malattia mortale, ci siamo passati tutti. O quasi, per lo meno.

I segnali sono più pronunciati negli adolescenti e nei giovani adulti. Le persone di età più matura godono spesso di una sorta di immunità al virus, perciò i sintomi nel loro caso non sono così aggressivi.

Un altro dei tipici segni della mononucleosi è la sensazione di affaticamento. Ne prendiamo atto grazie a uno studio svolto in Gran Bretagna nel 2006 che ha affermato come, dopo aver contratto la mononucleosi, vi sia una sensazione di stanchezza pari a 4 volte più del normale. È una sensazione che dura circa 8 settimane e ne hanno sofferto tutti i 1.430 pazienti partecipanti alla ricerca.

Trattamento

Attualmente, una cura per la mononucleosi non esiste. Questo perché si tratta di un’infezione virale che alla fine va via a sola. Certo, il periodo di convalescenza può durare un paio di settimane, ma dovete sapere che gli antibiotici non sono di alcuna utilità, proprio perché è un virus il responsabile della malattia.

La maggior parte dei trattamenti per la mononucleosi in commercio, infatti, sono pensati per ridurre i sintomi. Per esempio, i corticosteroidi possono essere utilizzati per trattare le complicazioni, come il grave gonfiore alla gola.

Quindi dobbiamo tenercela e aspettare che guarisca da sola? Non proprio. Vi mettiamo a disposizione alcuni dei consigli più utili per aiutarvi a sopportare al meglio la malattia del bacio e tornare più in forma che mai. Ecco cosa fare per calmare i sintomi della mononucleosi.

  • Dormite. Il sonno aiuta il corpo a combattere l’infezione.

  • Evitate di fare sport e qualsiasi attività fisica, almeno per un po’. Questo vi aiuterà a proteggere la milza in quanto un colpo o una caduta accidentale ne potrebbe provocare la rottura.

  • Prevenite la disidratazione bevendo molti liquidi. Bere vi farà sentire meglio.

  • Per il mal di gola, sono ottimi i gargarismi a base di acqua salata.

  • Assumete farmaci a base di ibuprofene per dolori articolari e febbre. Non è consigliata l’aspirina. Contattate comunque il vostro medico di fiducia per capire che cosa potete prendere.

I soggetti con la sindrome da stanchezza cronica che hanno alti livelli di anticorpi traggono beneficio da una terapia prolungata a base di farmaci antivirali in forma orale. Lo afferma uno studio svolto dal reparto di Medicina dell’Università di Stanford, in America, che dice anche come questi tipi di trattamenti debbano essere affrontati con cautela in quanto tali farmaci hanno anche un’elevata tossicità.

Nei pazienti affetti da malattie immunodepressive, la mononucleosi può coinvolgere le aree del cervello, del fegato, del cuore e dei polmoni. Raramente ha accesso ai reni. In questo caso viene utilizzata una cura a base di medicinali antivirali sistemici con risultati alterni. Va, quindi, affermato che in caso di soggetti immunodepressi la situazione si fa più pesante e deve essere accuratamente tenuta sotto controllo medico. Senza se e senza ma.

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