L’inglese fa bene alla scienza e all’innovazione: ecco perché

L’inglese fa bene alla scienza e all’innovazione: ecco perché

Sono tanti i motivi per i quali conviene conoscere la lingua inglese: essendo un idioma già molto conosciuto e utilizzato in molte aree del mondo, può consentire di comunicare più facilmente anche con persone che tra loro sono molto distanti, sia territorialmente che culturalmente.

Tutto questo ha degli effetti benefici anche nel settore inerente a ricerca e sviluppo, come ben spiegato nel documento “EPI – Indice di Conoscenza dell’Inglese EF 2019”. Maggiori informazioni sull’argomento, nei prossimi paragrafi.

 

L’inglese favorisce la collaborazione scientifica internazionale

Il nostro secolo si sta caratterizzando, tra le altre cose, da un continuo scambio di idee e informazioni anche tra Paesi diversi, con una frequenza e una velocità senza precedenti nella storia dell’umanità. Il tutto si rende possibile grazie alle maggiori possibilità offerte dai mezzi di comunicazione (soprattutto internet), ma anche grazie ad una conoscenza dell’inglese più vasta (e, in misura minore, anche grazie ad una maggiore conoscenza di altri idiomi molto diffusi, come cinese, spagnolo e francese). Questo processo sembra destinato a non arrestarsi, e anzi forse in futuro aumenterà ancora di più i suoi ritmi.

Anche per via di questi scambi di idee e informazioni, le esigenze dei professionisti sono cambiate. Scienziati e ingegneri non possono più permettersi di rimanere indietro rispetto alle varie innovazioni globali che si manifestano progressivamente. Inoltre, i lavoratori di ogni settore competitivo hanno la necessità di rimanere sempre aggiornati sulle pratiche migliori attuabili.

La collaborazione tra menti diverse e la condivisione delle idee, è quindi sempre più frequente anche dal punto di vista internazionale. Tale collaborazione può verificarsi sia online, grazie allo sviluppo di social e di app per professionisti, ma anche dal vivo: per esempio, sono aumentate le occasioni di incontri e convegni tra ricercatori professionisti vari.

Quasi sempre, nelle occasioni di interazione tra professionisti provenienti da Paesi diversi, la lingua con cui si comunica è l’inglese.

La collaborazione tra menti eterogenee, cioè tra persone che fanno parte di contesti territoriali e culturali differenti, è sempre più frequente anche nel campo della ricerca scientifica.

E, da questo punto di vista, i dati parlano chiaro: la ricerca scientifica più innovativa nasce proprio grazie ai progetti portati avanti dalla collaborazione di più team provenienti da territori nazionali differenti. Questi team di ricercatori che collaborano, quasi sempre comunicano tra loro in lingua inglese.

Un tempo erano molto più frequenti i laboratori con un team di ricercatori che lavorava in autonomia, ma oggi le cose stanno cambiando, anche perché la collaborazione tra più team spesso è anche uno dei requisiti utili ad ottenere un finanziamento per un progetto.

Lo scambio delle idee e la collaborazione hanno ormai assunto un ruolo cruciale, anche sul piano internazionale. Nelle occasioni di incontri tra menti diverse, spesso emerge come la diversità tra i vari interlocutori possa offrire molti vantaggi, anche nel settore relativo a ricerca e sviluppo.

 

 

L’inglese aiuta a valorizzare le diversità, con ottimi risultati nella ricerca

In ambito scientifico, lo scambio delle idee e la collaborazione tra ricercatori di più team provenienti da contesti nazionali e culturali diversi, tende spesso a dare buoni frutti. Soltanto negli ultimi tempi però i ricercatori stanno imparando a capire appieno i benefici che il lavoro tra menti eterogenee offre.

Tra le altre cose, il documento “EPI – Indice di Conoscenza dell’Inglese EF 2019” sottolinea anche che un crescente numero di ricerche accademiche dimostra che i gruppi più eterogenei prendono le decisioni migliori, e che rispetto ai gruppi più omogenei culturalmente si affidano più ai fatti che alle opinioni, rivelando meno pregiudizi cognitivi.

Vale la pena evidenziare anche che la diversità culturale, nell’ambito della ricerca scientifica, può essere valorizzata grazie soprattutto ad una buona conoscenza delle lingue più parlate e diffuse, in primis l’inglese. Non a caso, i team di ricerca in cui si comunica in inglese hanno maggiori possibilità di ingaggiare talenti da ogni parte del mondo, e sono anche più idonei e disponibili ad avviare collaborazioni per progetti di respiro internazionale.

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