Lavorare da casa in tempo di crisi

Lavorare da casa in tempo di crisi

La crisi economica degli ultimi anni ha portato una vera e propria rivoluzione nel mondo del lavoro. L’aumento della disoccupazione ha portato molti, soprattutto giovani, a cercare opportunità lavorative non convenzionali. Molti, di fatto, hanno dovuto “inventarsi” un lavoro. Il risultato è stato il boom del lavoro freelance: professionisti indipendenti che lavorano, spesso da casa, grazie a internet, fornendo diversi tipi di servizi. Si va dalla grafica, alla scrittura di contenuti, allo sviluppo di siti web o di app mobile. Settori in cui basta un computer e una connessione internet (e naturalmente un buon bagaglio di conoscenze) per poter svolgere la propria attività.

Il settore del lavoro freelance non è nuovo, ma fino a qualche anno fa era rimasto relegato a una piccola nicchia di professionisti, soprattutto legati al settore dell’editoria (giornalisti e fotografi in primis). L’avvento dell’era del digitale ha dilatato i confini, aprendo il lavoro indipendente a una moltitudine di figure professionali. Il risultato è stato la nascita di un gran numero di portali (ad esempio StarOfService, ma i siti sono davvero tanti) che mettono in contatto professionisti freelance e clienti. Iscrivendosi e completando il proprio profilo si ha la possibilità di consultare migliaia di offerte di lavoro, proponendo preventivi e modalità di consegna. I pagamenti vengono gestiti tramite il portale, evitando così problemi e contenziosi.

Il grande sviluppo di siti di questo genere è indicativo della portata del fenomeno, che interessa soprattutto figure lavorative specializzate. Tra i lavori freelance più diffusi c’è sicuramente quello del traduttore. Secondo le stime, nel 2016 i traduttori freelance ammontavano al 22% del totale, operanti in vari settori (educativo, commerciale, editoriale). Secondo le stesse stime, una fetta consistente possiede un diploma di laurea. Molti sono bilingui, o hanno una grande conoscenza della lingua anche senza una certificazione specifica.

Altro settore in crescita per il lavoro indipendente da casa è quello degli sviluppatori web. Spesso aziende o semplici privati si rivolgono a professionisti freelance per la creazione del loro sito internet, o per lo sviluppo di applicazioni. D’altronde, la richiesta di servizi digitali è ormai talmente alta che quello del web designer è un lavoro che sembra non aver risentito tanto del calo generale dei livelli di occupazioni, quanto piuttosto di un calo dei compensi medi. Per i programmatori spesso la scelta di diventare freelance sembra essere dettata proprio dalla possibilità di guadagni maggiori.

Un’altra occupazione è quella dell’assistente virtuale. Si tratta di una figura relativamente nuova: si tratta di una sorta di “segretario” online. L’assistente virtuale è un professionista indipendente che supporta, di solito in remoto da casa propria, un gran numero di clienti attraverso servizi amministrativi, creativi o tecnici. Le mansioni possono variare drasticamente a seconda delle esigenze dei clienti: dall’invio di mail all’organizzazione dell’agenda lavorativa, dalla scrittura di contenuti a compiti strettamente amministrativi.

In Italia (paese perennemente in difficoltà ad adeguarsi alle novità portate dalle nuove tecnologie) il lavoro freelance manca di un inquadramento istituzionale. A livello fiscale i lavoratori freelance sono veri e propri professionisti indipendenti, che possiedono una partita IVA, ma che non vengono riconosciuti come tali e che a volte si trovano a dover trovare una difficile via d’uscita in un limbo amministrativo.

I dati mostrano una crescita costante di questa nuova tipologia di occupazione. Sviluppatosi soprattutto con la crisi economica, il lavoro indipendente da casa sembra uno dei nuovi grandi settori occupazioni del nuovo millennio.

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