La delicatezza della natura al servizio della bellezza

La delicatezza della natura al servizio della bellezza

Troppo spesso di va alla ricerca di prodotti per la cura del nostro corpo che sono tutt’altro che naturali e sostenibili: tuttavia, questi non rappresentano sempre la miglior scelta per noi né per l’ambiente.

Il nostro corpo ha bisogno di cure delicate

Spesso non ci rendiamo conto, nella frenesia della nostra vita quotidiana, di quanto sia importante ascoltare i segnali che il nostro corpo ci invia, soprattutto, nei momenti in cui ci prendiamo cura di lui e delle sue esigenze. Perché dovremmo quindi acquistare la prima crema che troviamo sugli scaffali dei supermercati, anziché scegliere la rosa mosqueta per curare la pelle in modo delicato e naturale, riscoprendo tutti i vantaggi di queste scelte semplici e sostenibili? D’altro canto, già l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo o i cibi che siamo soliti consumare sono ricchi di sostanze tutt’altro che delicate e ben tollerate dal nostro organismo. Perché dovremmo quindi andare a stressarlo ulteriormente mentre lo curiamo? Che senso ha comprare dei prodotti chimici, magari particolarmente aggressivi, credendo di fare qualcosa di buono per il nostro corpo e l’ambiente, quando in realtà non otteniamo nulla di tutto ciò? Queste domande sono più che legittime e, forse, talvolta dovremmo preoccuparci di porcele un po’ più frequentemente: solo in questo modo potremmo renderci conto di quanto male ci facciamo in modo più o meno (in)consapevole ogni giorno. Il nostro corpo non va stressato già più di quanto non lo sia dalla vita di tutti i giorni: anche perché è possibile trovare in natura tantissime risorse che possano esserci di aiuto per non trascurarci.

Il nostro pianeta ci chiede più sostenibilità

Non dimentichiamoci che la cura della nostra bellezza, per quanto sia un rituale magari di pochi istanti e che preveda il consumo di una quantità infinitesimale di prodotti cosmetici, ha comunque un impatto ambientale non indifferente. Nella produzione, nel confezionamento, nel trasporto, nella vendita, nel consumo e nello smaltimento di tutto ciò si possono nascondere tante piccole (o grandi) incoerenze di fondo che rendono il nostro rituale di bellezza tutt’altro che sostenibile. Non dobbiamo dimenticarci che, prima della pandemia, la nostra massima preoccupazione era quella della deriva ambientale del nostro pianeta: ebbene, quei quesiti gravosi e meritevoli di risposte serie e tutt’altro che scontate, sono sempre lì. Anche nel nostro piccolo, quotidianamente, possiamo fare la differenza per salvaguardare il nostro pianeta: scegliendo cosmetici sostenibili, ad esempio, possiamo interrompere assurde filiere che privilegiano lo sfruttamento incontrollato e sfrenato delle risorse. Allo stesso modo, possiamo scardinare quei sistemi di consumo che non tengono minimamente in considerazione la capacità di rigenerazione delle risorse o le conseguenze irreparabili di scelte irresponsabili e miopi, come per esempio, quelle di produrre sostanze chimiche e/o coltivare in modo insostenibile delle risorse da usare per produrre cosmetici. Noi possiamo fare la differenza, semplicemente ascoltando ciò che chiede la terra: maggior responsabilità nelle scelte che compiamo tutti i giorni, ancor di più, quando dobbiamo prenderci cura di noi. È un controsenso colossale acquistare cosmetici chimici o insostenibili da andare ad introdurre nel nostro organismo.

Scegliere cosmetici naturali per noi e il nostro futuro

Comprare dei prodotti per la cura della nostra bellezza che siano veramente naturali e sostenibili, quindi, vuol dire amare noi stessi e l’ambiente, anche perché non dobbiamo dimenticarci che i residui degli stessi, in un modo o nell’altro, finiscono per diffondersi nell’ecosistema. Quando ci laviamo le mani, il volto o il corpo, infatti, le tracce di questi prodotti vengono trasportate ovunque dall’acqua, disseminando residui in ogni dove. Queste sostanze si ripresentano poi puntualmente in ciò che consumiamo per sfamarci, dissetarci o sentirci più belli e sempre in forma: non è giunta l’ora per interrompere questi circoli viziosi?

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