Interventi estetici e abusivismo della professione: come possiamo tutelarci

Interventi estetici e abusivismo della professione: come possiamo tutelarci

Qualche giorno ha fatto scalpore lo scoop di un inviato di Striscia la Notizia che ha smascherato una signora di Catania, molto attiva in Rete che eseguiva sulle pazienti le iniezioni di acido ialuronico promettendo labbra rigonfiate a forma di cuore (le le tanto in voga Russian Lips) senza avere alcun titolo per farlo. Ed è solo di questa estate la notizia dell’arresto di una cinquantenne brasiliana che, fingendosi chirurgo estetico, rimodellava glutei nel suo appartamento capitolino di Torpignattara con pessimi risultati e in condizioni igienico-sanitarie da far rabbrividire.

Episodi che hanno ancora una volta acceso i riflettori sull’abusivismo della professione e su quanto medicina e chirurgia estetica siano diventate “terreno di caccia” per persone assolutamente non competenti alla ricerca di facili guadagni che operano in strutture non in linea con le normative vigenti in materia di pulizia e sicurezza. Al di là di questi casi eclatanti, peraltro sempre meno rari, di chi s’improvvisa medico in assenza di un titolo di studio, dilaga un po’ ovunque il fenomeno dei “falsi specialisti”, vale a dire di medici generici, o specializzati in altre branche della medicina, che offrono interventi di chirurgia estetica a basso costo come fossero prodotti commerciali da svendere, speculando sulla salute dei cittadini senza avere né competenze specifiche né l’esperienza necessaria per garantire buoni risultati. Un fenomeno che la nuova fase di emergenza Covid sembra aver incentivato e che la SICPRE (Società Italiana per la Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica) ha pertanto recentemente denunciato con convinzione, fissando per il prossimo anno un importante convegno sul tema dell’abusivismo nella chirurgia estetica al quale saranno invitati a partecipare anche le autorità governative.

In attesa di disposizioni di legge che rendano obbligatorio il titolo di specialista per eseguire interventi di chirurgia e medicina estetica ponendo fine all’anarchia che vige in questo settore nel nostro Paese e ai conseguenti pericoli che ne derivano per i pazienti, vediamo cosa possiamo fare per salvaguardare la nostra salute ed evitare danni e complicanze quando decidiamo di sottoporci a un intervento estetico.

Come tutelarsi dall’abusivismo nella chirurgia estetica

Step fondamentale per non incorrere in spiacevoli imprevisti nel caso di una mastoplastica come di una liposuzione, di un lifting al viso come di una rinoplastica , la scelta del miglior chirurgo plastico per il proprio intervento non va mai lasciata al caso, ma è qualcosa cui bisogna dedicare la massima attenzione. Una preferenza che, sebbene possa essere dettata anche da valutazioni soggettive e dalla sintonia che può o meno instaurarsi fra medico e paziente, non deve mai escludere il possesso del titolo di specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica ottenuto al termine della Scuola di Specializzazione di 5 anni da frequentarsi dopo il Corso di Laurea in medicina e Chirurgia. Per essere certi dell’affidabilità del medico cui stiamo pensando di affidarci, è poi parimenti importante eseguire alcune verifiche accessorie, quali l’iscrizione in qualità di socio ordinario alle più importanti società di chirurgia plastica (SICPRE, AICPE in Italia e ISAPS al livello internazionale) e il numero di interventi al suo attivo per quella specifica tipologia di intervento. Tutte informazioni che dovrebbero essere facilmente reperibili in Rete e che si possono evincere dal curriculum vitae del medico in questione. Quanto alla verifica dei risultati ottenuti dai suoi pazienti, più che sulle foto del prima e dopo, che ormai si prestano a essere facilmente modificate con i photo editor e che non sono quindi sempre attendibili, sarebbe più opportuno fare affidamento sulle recensioni che misurano il grado di soddisfazione dei pazienti o, quando è possibile, basarsi sull’esperienza diretta di pazienti che sono già stati operati.

Ricordarsi inoltre di diffidare sempre della chirurgia “low cost”, vale a dire di chi propone interventi chirurgici e trattamenti di medicina estetica a prezzi decisamente inferiori a quelli di mercato: le tecniche all’avanguardia, così come materiali e farmaci di qualità presentano costi piuttosto elevati e un esito felice dell’intervento non può mai prescindere dalla loro applicazione.

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