Franchising esteri in Italia

Franchising esteri in Italia

Secondo il Rapporto Assofranchising 2020 sono stati oltre 2.500 i nuovi negozi in franchising aperti nel 2019 nel nostro Paese, registrando così un incremento del 4,7% rispetto all’anno precedente. Un altro dato che salta all’occhio è che delle oltre 980 insegne operative sul nostro territorio (anche queste in aumento rispetto al 2018), circa 100 sono costituiti da franchising esteri in Italia molti dei quali sono inseriti nella lista dei franchising di successo di Intraprendere.net che ti consiglio di andare subito a vedere.

Inoltre, il 70% di questi corrisponde a franchisor stranieri presenti sul suolo italiano con una propria sede, mentre il restante 30% è riconducibile a franchisee che fanno a capo a reti estere che hanno sede solo all’estero. Ci sono, infatti, due diverse modalità di penetrazione di un franchising estero in un paese straniero:

  • Franchising diretto
  • Master franchising

Franchising diretto

Questa modalità prevede che il franchisor straniero affili direttamente alla propria rete i franchisee di un altro Paese. Questa soluzione può essere perseguita attraverso l’intermediazione di un agente locale oppure tramite l’apertura di un vero e proprio ufficio commerciale che deve essere inteso non come una sede autonoma, ma come un’emanazione periferica del franchisor di origine.  In alcuni casi, il franchising diretto può comportare anche l’apertura nel Paese straniero di punti vendita che il franchisor estero controlla direttamente. La formula del franchising diretto viene adottata di solito come modalità di penetrazione all’estero da parte di franchisor:

  • Che non sono molto distanti dalle Nazioni estere in cui vogliono affiliare nuovi franchisee;
  • Che vogliono mantenere una stretta supervisione sullo sviluppo della loro attività all’estero;
  • Che non hanno un budget molto elevato per creare uffici e una nuova sede in una o più Nazioni straniere.

Master Franchising

Questa modalità di propagazione del franchising all’estero, a differenza della precedente, prevede che il franchisor promuova l’apertura di una propria sede all’interno del Paese o dei Paesi in cui avviene la penetrazione e diffusione commerciale. Tali sedi saranno a loro volta gestite da Master Franchisee Nazionali e/o Macroregionali, come ad esempio Italia del Nord, del Centro e del Sud.  Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, fra i franchising esteri in Italia quella del Master Franchising è la modalità più diffusa. Questo perché attraverso questa modalità è molto più facile sviluppare la rete nazionale di nuovi negozi affiliati al brand. I franchisee locali si sentiranno maggiormente coinvolti nel progetto e saranno anche più propensi ad espandersi.

Franchising esteri in Italia: alcuni esempi

Proseguiamo la nostra riflessione sui franchising esteri in Italia evidenziando alcune delle esperienze di maggior successo, suddivise per nazionalità di provenienza del franchisor di origine

Franchising americani in Italia

Alcuni esempi di franchising di successo americani la cui modalità di penetrazione nel nostro Paese è avvenuta tramite la formula del Master Franchising sono:

  • McDonalds
  • Burger King
  • kentucky Fried Chicken
  • Mail Boxes Etc.

Per diventare un affiliato McDonalds in Italia, è necessario un investimento di circa 800.000 € per l’apertura del ristorante, cui va aggiunta una fee di minimo 45.000 € parametrata alla durata del contratto. Il candidato deve inoltre dimostrare di possedere almeno il 25% dell’investimento totale mentre la parte rimanente può essere finanziata attraverso gli istituti di credito. A ristorante aperto, l’affiliato corrisponderà a McDonald’s Italia affitto mensile (i locali sono sempre di proprietà della casa madre), royalties pari al 5% delle vendite nette e contributo pubblicitario.

Burger King prevede un investimento iniziale che oscilla, a seconda del format, fra i 600 K e 1 M di euro. Il capitale di partenza deve essere pari almeno al 40% dell’investimento totale necessario, mentre la fee di ingresso è di 3.000 $ una tantum per ogni anno di durata del contratto. Sono previste inoltre fee mensili pari all’11% del fatturato, di cui il 5% relativo al fondo per la pubblicità.

Per rimanere in tema ristorazione, non possiamo non parlare di Kentucky Fried Chicken: questa nota catena di fast food in franchising fondata nel 1952, conta oggi quasi 20.000 punti vendita in oltre 115 Paesi nel mondo. In Italia però è arrivata solo nel 2014, quindi ci sono ancora possibilità di sviluppo. L’investimento minimo richiesto per l’apertura di un ristorante KFC  si aggira intorno a un milione di euro, cui bisogna aggiungere fee, royalties e contributi per la pubblicità.

Mail Boxes Etc, o MBE, èuno dei franchising di maggior successo nei settori della spedizione e della logistica, che oggi offre anche servizi di grafica e stampa e grafica. L’investimento iniziale è di circa 25.000 €, comprendente la fee d’ingresso. Sono previste anche qui royalty sul fatturato.

Franchising europei in Italia

Sempre considerando i franchising stranieri in Italia, ci sono numerose opportunità offerte dai Paesi di Oltralpe come Francia, Germania, Regno Unito e Spagna. I settori cui appartengono i franchising europei nel nostro Paese variano dall’abbigliamento, alla cosmetica, arredamento e accessori.   Anche in questo caso la formula più diffusa è quella del Master Franchising, ma non mancano anche le affiliazioni dirette e i punti vendita gestiti in modo centralizzato come nel caso del brand inglese Accessorize, il cui contratto di franchising non prevede fee di ingresso e royalty e la merce viene fornita in conto vendita.

Franchising asiatici in Italia

Concludiamo questo elenco di franchising esteri in Italia parlando anche dei franchising asiatici. Quelli ad oggi più diffusi sono legati principalmente alla cucina di alcuni paesi orientali, come il Giappone (sushi), la Cina e la Thailandia. Tuttavia, è bene sapere che esistono anche numerosi franchising completamente made in Italy che consentono di aprire in modo ultraveloce e sicuro un sushi bar o un ristorante etnico.

Per concludere questo nostro articolo dedicato ai franchising esteri in Italia, possiamo dire che indubbiamente oggi l’offerta per avviare attività in franchising convenienti e redditizie davvero non mancano, sia che tu voglia affidarti ad un franchising straniero oppure ad uno italiano. Ti consigliamo quindi di valutare sempre con attenzione prima di tutto il settore in cui vuoi inserirti, per poi andare a vagliare quali sono le opportunità offerte, mettendo a confronto insegne italiane, master franchisee e franchisor esteri che propongono l’affiliazione diretta. Solo una volta effettuato questo confronto sarai in grado di comprendere qual è la soluzione migliore per te.

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