Fisco, arrivano le lettere delle Entrate per la regolarizzazione delle posizioni

Fisco, arrivano le lettere delle Entrate per la regolarizzazione delle posizioni

Autunno si conferma stagione di pioggia, non solo per il meteo: quest’anno infatti è in arrivo un vero e proprio invio di massa di lettere da parte dell’Agenzia delle Entrate per segnalare anomalie nei comportamenti fiscali ai contribuenti e invitarli a regolarizzare le proprie posizioni. Ecco come si può fare in maniera semplice.

Una pioggia autunnale non climatica, ma di lettere dell’Agenzia dell’Entrate: è questo lo scenario che stanno vivendo centinaia di migliaia di contribuenti italiani che, a partire dalla fine di ottobre, si sono visti recapitare delle buste che riportano il temuto logo dell’ente che gestisce i tributi nel nostro Paese. All’interno di questo documento c’è la segnalazione di anomalie nei comportamenti fiscali precedenti, con un invito a regolarizzare la propria posizione.

La lettera delle Entrate. Attenzione, però: non si tratta di avvisi di accertamento, ovvero dell’ultimo atto di accusa del Fisco quando le imposte risultano non correttamente pagate, ma “semplici” avvisi bonari con i quali i destinatari vengono “spronati” a correggere il tiro in maniera autonoma per evitare di incappare in eventuali conseguenze spiacevoli derivanti da controlli futuri.

Partite 156 mila lettere per il 730. L’ultimo focus ha interessato i contribuenti che non hanno presentato la regolare dichiarazione dei redditi riferiti al 730, anche se hanno percepito più redditi da lavoro dipendente o da pensione da diversi sostituti (datori di lavoro o enti previdenziali) che non hanno effettuato il conguaglio delle imposte stesse. Per loro sono partite ben 156 mila lettere, un numero ben inferiore rispetto agli oltre 200 mila casi riscontrati nello scorso anno.

Meno sanzioni per chi regolarizza in tempo. Secondo Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle Entrate, “la strategia del dialogo con il contribuente funziona: le dichiarazioni che mancavano all’appello l’anno scorso erano circa 220mila, quest’anno poco più di 150mila. In pratica un quarto delle persone che nel 2015 hanno dimenticato di presentare la dichiarazione e sono stati avvisate per tempo, nel 2016 non hanno commesso lo stesso errore. Grazie alle innovazioni tecnologiche introdotte con la precompilata siamo stati in grado di individuare quasi in tempo reale chi ha dimenticato di presentare la proprio dichiarazione dei redditi 2016. Stiamo avvisando queste 156 mila persone che potranno così presentare la loro dichiarazione entro fine anno pagando delle sanzioni irrisorie e in alcuni casi addirittura non pagando nulla e ottenendo un rimborso che altrimenti avrebbero perso”.

Come sanare la posizione. I destinatari delle missive, infatti, sono chiamati a verificare se presentare o meno il modello Unico persone fisiche; in caso affermativo, è possibile accedere a una riduzione delle sanzioni dovute per la tardiva dichiarazione e per gli eventuali versamenti se il contribuente completa le pratiche entro il 29 dicembre 2016, vale a dire entro 90 giorni dalla scadenza ordinaria del 30 settembre.

Attenzione sulle locazioni. Attenzione non inferiore è stata dedicata ai redditi di locazione: in questo caso, sono state inviate 60 mila lettere ai contribuenti persone fisiche che nell’anno 2012 hanno percepito e non dichiarato, o dichiarato parzialmente, redditi di fabbricati derivanti da contratti di locazione di immobili, compresi quelli per i quali è stato scelto il regime della cedolare secca. In questo caso la situazione è più complessa, ma per fortuna sul portale Guida Fisco, punto di riferimento per le materie fiscali, è presente una pratica guida al calcolo ravvedimento operoso, che consente di appurare a quanto ammonti la sanzione ridotta sia per l’imposta sostitutiva della cedolare secca che quella relativa a Irpef e addizionali.

Come funziona il ravvedimento operoso. L’istituto del ravvedimento operoso consente ai cittadini proprio di regolarizzare la propria posizione con il Fisco, e prevede il versamento di una sanzione ridotta rispetto a quella ordinaria che si applicherebbe in caso di accertamento formale della violazione. Per perfezionare la pratica e sanare la posizione fiscale, però, è necessario che l’Amministrazione Finanziaria non abbia già proceduto a contestare, notificare o a dare inizio a qualsiasi procedura di accertamento della violazione commessa.

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