Facebook e l’odio-amore per le criptovalute

Facebook e l’odio-amore per le criptovalute

Facebook sembra aver cambiato rotta sulle criptovalute. Ad inizio del 2018 la società di Zuckerberg aveva deciso di vietare le inserzioni sulle criptovalute, sia quelle attualmente in circolazione, sia sulle ICO (Initial Coin Offering) future. La notizia aveva destato scalpore ed era stata appoggiata anche da Google. Ora, però, sembra che qualcosa sia cambiato. Secondo alcune fonti vicine a Mark Zuckerberg la piattaforma social vorrebbe creare una propria criptovaluta. L’intento sarebbe quello di consentire agli utenti del network di effettuare pagamenti elettronici.

La decisione di Facebook di dotarsi di una propria blockchain nasce circa un anno fa, quando Morgan Beller, un membro del developer team, fu messa a studiare un modo per utilizzare la tecnologia blockchain. La notizia, però, è stata ufficializzata a inizio maggio quando si è dato mandato a David Marcus, vice presidente della divisione Messenger, per guidare un team che possa «comprendere come Facebook possa sfruttare al meglio blockchain, partendo da zero». In realtà sembra che più che alla criptovaluta, Zuckerberg sia interessato allo sviluppo della Blockchain. Dopo lo scandalo sui dati sensibili rubati che ha sconvolto la piattaforma l’obiettivo è quello di trovare un sistema per verificare le identità degli account e cifrare i dati sensibili degli utenti. E cosa c’è di più sicuro della blockchain? È proprio in materia di sicurezza che si gioca la nuova sfida di Facebook, deciso a non trovarsi più nell’occhio del ciclone. È indubbio, però, che la piattaforma social guardi con occhio diverso alle criptovalute. Dopo aver rimosso il divieto di pubblicità dedicate alle criptovalute (anche se con alcune restrizioni), in rete si vocifera della considerevole possibilità che l’azienda guidata da Mark Zuckerberg acquisisca Coinbase, uno degli exchange di criptovalute più grandi in assoluto.

 Zuckerberg, a inizio gennaio parlava così: «Una delle questioni più interessanti di questo momento è legata al confronto tra centralizzazione e decentralizzazione: molti di noi hanno scommesso sulla tecnologia credendo che avrebbe rappresentato una forza decentralizzante che avrebbe dato più potere nelle mani delle persone». Per Mark, le criptovalute «sottraggono il potere ai sistemi centralizzati e lo restituiscono alle persone». Vi era, dunque, già un chiaro interesse sull’argomento.

È chiaro che se Facebook decidesse di entrare nel mondo delle criptovalute, si scatenerebbe un vero e proprio terremoto. Una valuta virtuale creata dal più potente e famoso social al mondo avrebbe un peso specifico ed una credibilità ben maggiore rispetto al Bitcoin o a qualsiasi delle altre 1500 alternative attualmente sul mercato. Il motivo per cui ciò non è ancora avvenuto è che le criptovalute non sono ancora regolamentate e soggette ad un’alta volatilità. Fino a che questi due problemi rimarranno insoluti, un ingresso della società americana nel mercato rischierebbe di minarne ulteriormente la credibilità e il core business.

L’interesse sulla materia è chiaro, ma la prudenza lo è altrettanto. Attualmente Facebook è attivo nei sistemi di pagamento peer-to-peer. In India è stata avviata la sperimentazione di pagamenti via chat su Whatsapp. In Irlanda, la piattaforma ha ottenuto una licenza bancaria per i pagamenti nell’Unione europea. Ora non resta che fare l’ultimo passo, quello che porterebbe il social in una realtà del tutto nuova.

 

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