Dichiarazione dei redditi 2015, i consigli dell’esperto

Dichiarazione dei redditi 2015, i consigli dell’esperto

COME RISPARMIARE LE IMPOSTE (Oneri detraibili e deducibili dall’Irpef)

Eppure è arrivato. Nonostante la ovvia e malcelata ritrosia, con l’arrivo della primavera-estate, per tutti i contribuenti, arriva anche il tempo della fatidica e non troppo amata dichiarazione dei redditi. Tempo di modello 730 e modello Unico, quindi. Spesso, in questo periodo dell’anno, ci si dimentica nella compilazione dei modelli fiscali, di indicare tutte le spese detraibili e deducibili che competono e che consentirebbero un risparmio di imposta. Non è, quindi, inutile un breve, ma ci auguriamo chiaro riepilogo di tutti i principali oneri detraibili o deducibili dall’IRPEF.

Prima di ogni cosa, però, è opportuno chiarire la differenza, tra oneri deducibili e oneri detraibili, che molto spesso vengono usati nel linguaggio comune come sinonimi.

Or bene, oneri deducibili sono tutte le spese che vengono sottratte dal reddito lordo del contribuente e quindi andranno in diminuzione del reddito dichiarato, mentre gli oneri detraibili sono tutte le spese che andranno sottratte direttamente dall’imposta lorda (Irpef) da pagare.

Giova in primis ricordare che possono essere detratti o dedotti tutte le spese sopportate nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico, (componenti della famiglia, quindi, che per l’anno 2014 non hanno ricevuto redditi lordi per un importo superiore ad euro 2.840,51).

Si considerano familiari a carico, pur non conviventi con il contribuente dichiarante, oltre al coniuge (non legalmente ed effettivamente separato), i figli (senza limite di età).

Possono altresì essere considerati a carico, solo a patto che convivano con il contribuente dichiarante o che ricevano dallo stesso assegni alimentari derivanti da provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, i seguenti altri familiari

  1. a) il coniuge legalmente ed effettivamente separato;
  2. b) i discendenti dei figli;
  3. c) genitori;
  4. d) i nonni e le nonne;
  5. e) i generi, le nuore, il suocero e la suocera.

 

ELENCO PRINCIPALI ONERI DEDUCIBILI DAL REDDITO IRPEF

Sono deducibili dal reddito Irpef (pertanto vanno molto semplicemente sottratti dal reddito complessivo dichiarato) le seguenti spese sostenute nell’interesse proprio o, solo per alcuni casi, dei familiari fiscalmente a carico:

  • Contributi previdenziali ed assistenziali versati a forme pensionistiche obbligatorie
  • Contributi e premi versati per forme pensionistiche individuali, importo che in ogni caso non può superare del 12% il reddito complessivo e comunque ad Euro 5.164.57
  • Contributi previdenziali ed assistenziali versati per colf e/o badanti fino ad un massimo di Euro 1.549,37
  • Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiosi, per un importo massimo per ogni erogazione di Euro 1.032,91
  • Erogazioni liberali a favore di organizzazioni non governative
  • Erogazioni liberali a favore di organizzazioni non lucrative (ONLUS) alcune fondazioni e associazioni riconosciute, enti parco , enti di ricerca e università
  • Assegni periodici di mantenimento corrisposti all’ex coniuge a seguito di sentenza dell’Autorità giudiziaria (non sono deducibili gli assegni periodici corrisposti per il mantenimento dei figli)
  • Spese mediche e di assistenza per persone con disabilità sostenute per familiari anche se non a carico fiscalmente.

 

ELENCO PRINCIPALI ONERI DETRAIBILI DALL’IMPOSTA LORDA

Sono detraibili dall’imposta lorda Irpef il 19% delle seguenti spese sostenute dal contribuente dichiarante nel proprio interesse o, solo per alcuni casi, per i familiari fiscalmente a carico:

  • Spese sanitarie
  • Spese sanitarie per familiari non a carico
  • Spese sanitarie per soggetti portatori di handicap
  • Spese per acquisto veicoli soggetti portatori di handicap
  • Spese per acquisto cani guida
  • Interessi su mutui ipotecari per acquisto abitazione principale
  • Interessi per mutui ipotecari acquisto altri immobili
  • Interessi per mutui ipotecari per costruzione abitazione principale
  • Interessi per prestiti o mutui agrari
  • Assicurazione sulla vita, infortuni ed invalidità
  • Spese per l’istruzione
  • Spese funebri
  • Erogazioni liberali a favore di partiti politici, Onlus, Associazioni sportive dilettantistiche, Società di mutuo soccorso, Associazioni di promozione sociale, Biennale di Venezia, Fondazioni operanti nel settore musicale e dello spettacolo
  • Spese veterinarie

Sono altresì da ricordare le detrazioni per le spese sostenute dal contribuente per il “recupero del patrimonio edilizio e boschivo” che con percentuali variabili (36%,41%,50% e 65%) possono effettivamente determinare una notevole diminuzione del reddito.

 

Spigolature fiscali (I Tartassati)

TASSA SULLA CHIESA – Sia in Germania che in in Austria, come è logico aspettarsi, diversi aspetti fiscali sono differenti rispetto all’Italia. Spesso non sempre le leggi fiscali sono migliori di quelle della nostra penisola. La cosa che sicuramente manderebbe un italiano su tutte le furie è la cosiddetta Kirchensteuer (tassa sulla Chiesa).

Si tratta di un importo che tutti i cattolici sono tenuti a pagare annualmente, che al momento arriva a circa 200 euro per anno. La cosa discutibile è che non si tratta di un’offerta volontaria, come in Italia per la scelta dell’8 per mille, bensì di una vera e propria tassa, il cui mancato pagamento porta a conseguenze molto gravi (si può andare in prigione, tanto per fare un esempio). In ogni caso per non sottostare a questa tassa molti cittadini si dichiarano atei e pertanto non sono tenuti al pagamento della predetta tassa, ma non godono più di nessun servizio religioso (battesimo, comunione, matrimonio, estrema unzione ecc).

FANTASIE FISCALI – Come diceva già duecento anni addietro Beniamino Franklin due cose sono certe nella vita la morte e le tasse. Gli esattori di tutti i tempi non si sono mai lasciati sfuggire nulla, tuttavia alcune tasse, per la loro fantasia, avrebbero dubbio fatto impallidire anche Tolkien, il padre della trilogia de “Il signore degli anelli”.

Lo zar Pietro il Grande (1689-1725) impose una “tassa sulle barbe” nata per colpire nell’orgoglio i nobili più anziani che rifiutavano la cultura occidentale. Particolarmente curiosa è la “tassa sulle vedove” risposate troppo presto, introdotta in Spagna nel XIV secolo per scoraggiare le facili uccisioni del coniuge. In Italia possiamo trovare diversi esempi: nella Venezia del ‘400 si pagava la “tassa sulle parrucche” mentre nel ventennio fascista, per spronare a metter su famiglia, fu introdotta la “tassa sui celibi”. Più cattiva è sicuramente la “tassa sugli ebrei” introdotta in più di uno Stato in diversi periodi storici. Ludovico il Bavaro nel XIV secolo impose, infatti, il pagamento di un fiorino ad ogni ebreo che avesse più di 12 anni. Bisogna dire che alcune di queste tasse procurarono molti danni: nella Polonia nel 1700 quando fu istituita la “tassa sui camini”, i polacchi reagirono eliminando i camini ma affumicando le case. Anche la poco simpatica “tassa sulle finestre”, costrinse al fatto che molte finestre furono murate, le case divennero malsane e, quindi, vi fu un aumento della tubercolosi nella città. Come curiosità si può dire che forse è da questa tassa che derivò l’usanza di dipingere sulle facciate delle case porte e finestre finte, ed è per questo che le finestre si chiamano anche “imposte”.

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