Da LatinaOggi alla truffa da 20 milioni, dopo la condanna stop al vitalizio per Ciarrapico

Da LatinaOggi alla truffa da 20 milioni, dopo la condanna stop al vitalizio per Ciarrapico

L’ex senatore del Pdl ed editore dei quotidiani LatinaOggi e CiociariaOggi  – e ad altre 12 testate locali – Giuseppe Ciarrapico non godrà più del vitalizio di 2mila euro al mese previsto per gli ex parlamentari “vita natural durante”. Lo ha deciso il Consiglio di presidenza del Senato nei giorni scorsi dopo la sentenza a tre anni di reclusione per aver truffato lo Stato,avendo percepito illegalmente circa 20 milioni di euro di fondi per l’editoria destinati proprio ai quotidiani stampati dalle sue società Nuova Editoriale Oggi e Editoriale Ciociaria Oggi. La sentenza è arrivata nell’aprile scorso dopo le accuse di truffa al dipartimento per l’editoria del Consiglio dei ministri. Così, a partire dal Primo agosto scorso Ciarrapico – anche ex presidente dell’As Roma, delle acque minerali e della sanità privata – non percepirà più la rendita, come previsto per i condannati per reati gravi, quali mafia, terrorismo e reati contro la pubblica amministrazione.

Ciarrapico è stato il fondatore e patron dei maggiori quotidiani della Provincia di Latina e Frosinone – LatinaOggi e CiociariaOggi – fino al 2010 quando, grazie a una indagine della Procura di Roma e della Guardia di Finanza, è stata scoperta la maxi truffa a seguito della quale i quotidiani hanno intrapreso un declino economico irreversibile che li ha portati al fallimento. Poi rilevati dall’imprenditore e politico di Latina Andrea Palombo, poi indagato per bancarotta frudolenta nell’ambito dell’operazione di acquisizione delle quote societarie dei quotidiani

Nell’ambito della stessa sentenza è stato condannato a un anno e sette mesi Giovanni De Sanctics in qualità di legale rappresentante della ‘Print Management’ e della ‘Polaris srl’, accusato con Ciarrapico, di aver evaso imposte dal 2004 al 2006 grazie a documenti per operazioni inesistenti. Assolto invece il figlio di Ciarrapico, Tullio, e – dall’accusa di favoreggiamento – le due segretarie del gruppo Ciarrapico Stefania Mastrantonio e Cristina Tirabassi”.

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