Come gli italiani si sono ingegnati contro la crisi

Come gli italiani si sono ingegnati contro la crisi

Ormai la parola ‘crisi’ è entrata a far parte di diritto del nostro vocabolario di uso quotidiano con una accezione non più riferita ad una improvvisa modifica delle condizioni di vita di un individuo dal punto di vista esistenziale, ma soltanto all’ambito economico. È ormai da un decennio che la crisi economica, probabilmente la più grande della storia, si abbatte sulla nostra vita quotidiana senza troppo distinzioni.

Anche nel nostro paese dove in quest’ultimo decennio la conformazione della società è stata letteralmente rivoluzionata, con tutti i pro (non tanti) ed i contro (molti  di più) che ciò comporta. Ebbene gli italiani sono da sempre maestri nell’arte di arrangiarsi, quindi nel cercare soluzioni anche in momenti estremamente delicati e complicati: esattamente quello che hanno cercato di fare negli ultimi 10 anni con strade differenti ma sempre finalizzate alla sopravvivenza.

La crisi economica era comparsa nel 2007 e per molti ha avuto una identificazione nella comparsa dei famigerati negozi di compro oro a colorire le principali città di Italia. Attività alle quali ci si rivolge per vendere i propri oggetti preziosi ed avere in cambio denaro contante da subito per ovviare alle spese di tutti i giorni.

Un modello che nel tempo, per paradosso, è andato a sua volta in crisi visto che, secondo alcuni, gli italiani si sono venduti tutto quello che avevano; il sistema si è quindi affinato e le attività che prima lavoravano esclusivamente l’oro si sono allargate includendo argento, gioielli vari, oggetti di antiquariato. È cresciuta anche la compravendita di Rolex usati e di qualsiasi altro prodotto potesse risultare utile allo scopo finale: monetizzare da subito senza perdite di tempo.

Sono stati questi i principali espedienti che gli italiani hanno scelto per sopravvivere alla crisi economica degli ultimi 10 anni; una strada finalizzata a liberarsi di oggetti preziosi, il cui valore spesso e volentieri era anche affettivo, per andare in cambio ad avere denaro contante da spendere nell’immediato. Una filosofia che racchiude in sé l’essenza di questa crisi economica ed i nuovi modelli sociali che è andata a ridisegnare. Niente più progetti a lunga scadenza, ma ampio spazio a tutto ciò che è estemporaneo e che può garantire una qualità di vira migliore nell’immediato. Poco spazio ai fronzoli e molta più concretezza per uno stile di vita tutto nuovo cui ci siamo volenti o nolenti dovuti adeguare.

 

 

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