Multisala del Mare, il PD: “Un dibattito surreale ed un confronto inaccettabile”

“In una città in cui luoghi di aggregazione e gli spazi per fare cultura sono chiusi o non utilizzabili, ci saremmo aspettati un dibattito diverso. Assistiamo invece da giorni ad una discussione surreale che ormai ha assunto toni inaccettabili”. Lo dichiarano i consiglieri comunali Luca Magliozzi e Alessandro Carta del Gruppo Partito Democratico-DemoS-FPdS.

“Succede che a delle legittime richieste di accesso agli atti e di chiarimenti da parte delle consigliere Arnone e Villa, facciano seguito reazioni spropositate e ingiustificate. A prescindere dal merito, fa parte del ruolo di un Consigliere Comunale chiedere approfondimenti e documentazione soprattutto su zone di evidente rilevanza per la collettività.


In una città normale ci si aspetterebbe che il tutto si risolva con la veloce produzione degli atti da parte degli uffici competenti. In fondo è abbastanza semplice: o si sono rispettate le procedure o non lo si è fatto.

A Formia, invece, si arriva quasi agli insulti minacciando ingenti richieste di risarcimento danni che assomigliano più ad un’intimidazione politica piuttosto che ad un modo legittimo di far valere le proprie ragioni.
Atteggiamento ancor più fastidioso se proviene da un imprenditore che ha vinto il bando per la gestione dei beni archeologici della città e se questo tipo di linguaggio viene addirittura rilanciato dal Presidente del Consiglio Comunale.

Per quanto riguarda i dubbi sollevati, dovranno essere chiariti nella prossima commissione trasparenza che ci auguriamo veda anche la presenza di rappresentanti del Consorzio Industriale e che non venga disertata come successo in occasione dell’ultima commissione trasparenza sulla FRZ.

Rimane però un problema urgente sul quale l’Amministrazione deve intervenire immediatamente, ovvero la chiusura da parte del privato del parcheggio del Multisala al pubblico utilizzo.

Ricordiamo che la struttura del Multisala nasce su un terreno del consorzio industriale e la sua costruzione è stata anche sostenuta da finanziamenti pubblici. Quel parcheggio ha un evidente interesse pubblico e sarebbe gravissimo se non fosse stato previsto anche una sua messa a servizio della collettività.
La sua chiusura è un danno inaccettabile soprattutto considerando che è stato sempre utilizzato anche dagli utenti dell’agenzia delle entrate o del mercato cittadino: non può essere considerato semplicemente come un bene ad uso esclusivo del privato.

Anche qui, oltre il merito, il cartello con cui è stato chiuso al pubblico il parcheggio non è ascrivibile alla normale dialettica politica, ma più ad un atteggiamento tracotante di chi pensa forse che la città sia di sua proprietà”.