Caso di Dengue, a San Felice Circeo via alla disinfestazione precauzionale

La parola d’ordine è “niente allarmismi”, e per tale motivo le notizie vanno lette per quello che realmente sono. Nelle scorse ore, l’Asl pontina ha dato riscontro di una persona che ha contratto la Dengue e che ha alloggiato in vacanza nella zona di San Felice Circeo nei giorni scorsi.

In realtà, quello che si sa è che il soggetto che ha contratto la celebre malattia diffusa dalle zanzare, è un romano e che il caso sarebbe “di importazione” in quanto contratto altrove.


Per tale motivo, la predisposizione di una disinfestazione in zona è del tutto “precauzionale”. Non si parla di un focolaio, né di più casi, ma di un singolo caso di una persona che non l’ha contratta in territorio pontino.

La Febbre Dengue, è una delle tante malattie trasmesse dalle zanzare che in realtà vede come principale protagonista, in quanto “ospite”, proprio l’essere umano. “Normalmente la malattia – spiega l’Istituto Superiore di Sanità – dà luogo a febbre nell’arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara, con temperature anche molto elevate. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini”.

Purtroppo, al momento, nonostante le aziende farmaceutiche sono impegnate contro Dengue, non esiste né un vaccino né un trattamento specifico per questa malattia che in Italia fortunatamente non è particolarmente impattante come in altre parti del mondo. Contrarre la Dengue, tra le altre cose, difende solo dal tipo di virale che ha causato la malattia, ma essendo quattro quelli che possono portare il virus, non c’è protezione contro gli altri tre.

In caso si contrae la malattia, le “cure di supporto alla guarigione – spiegano dall’ISS – consistono in riposo assoluto, uso di farmaci per abbassare la febbre e somministrazione di liquidi al malato per combattere la disidratazione. In qualche caso, stanchezza e depressione possono permanere anche per alcune settimane”. In alcuni casi, seppur non così comuni, la sintomatologia può anche portare ad alcune forme di febbre emorragica con emorragie che possono manifestarsi anche in forma grave da diverse parti del corpo e che possono causare veri e propri collassi.

È proprio la forma emorragica della malattia, la più grave, ad essere considerata anche nei dati trattati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I numeri, in tal senso parlano di circa 500 mila ospedalizzazioni l’anno, di cui la gran parte bambini.