Chirurgia ortognatica: quale ruolo gioca in caso di malformazioni congenite facciali?

Le malformazioni congenite facciali sono anomalie che interessano le ossa facciali, i tessuti molli e la testa. La gravità di queste deformità e malformazioni è piuttosto variabile, ad ogni modo iniziano a manifestarsi in genere durante la fase di sviluppo dei bambini.

Le deformità hanno un’incidenza di circa il 2% dei neonati e soltanto alcune richiedono un trattamento specifico, mentre le malformazioni sono presenti nel 3-5% circa dei neonati e consistono in un’anomalia nello sviluppo di organi e tessuti.


In particolare, alcune malformazioni e deformità congenite facciali che interessano la mandibola e il mascellare superiore possono essere trattate attraverso la chirurgia ortognatica, una branca della chirurgia maxillo-facciale conosciuta anche come chirurgia dei mascellari o semplicemente ortognatica.

Questa disciplina medico-chirurgica permette di intervenire nella correzione di una serie di anomalie e deformità dello scheletro facciale, conferendo un’estetica del tutto nuova al viso e offrendo una ripresa funzionale piuttosto rapida.

Quando è possibile intervenire con la chirurgia ortognatica?

Per sottoporsi a questo genere di intervento è importante affidarsi a professionisti specializzati con una grande esperienza nel campo, come per esempio il Dr. Gianpaolo Tartaro, che per la correzione di malformazioni congenite facciali con la chirurgia ortognatica propone un approccio centrato sull’ascolto del paziente.

Innanzitutto, il medico chirurgo deve prestare la massima attenzione alle specifiche motivazioni individuali, realizzando al contempo un’accurata analisi della morfologia, del profilo e di eventuali asimmetrie del volto che possono essere risolte attraverso l’ortognatica, senza trascurare anche la funzionalità della bocca.

La risposta chirurgica proposta deve quindi essere personalizzata, mettendo a disposizione del paziente un trattamento naturale e sicuro utilizzando tecniche chirurgiche che garantiscono l’assenza di segni evidenti. Lo specialista deve anche valutare l’idoneità dei candidati ideali a un intervento di ortognatica, i quali devono possedere determinati requisiti, tra cui la maggiore età.

La preparazione dell’intervento comprende una serie di visite preliminari, mediante le quali il medico chirurgo deve verificare la compatibilità del paziente con l’operazione chirurgica. Lo specialista esamina quindi lo stato di salute generale del paziente, la sua storia clinica e realizza delle radiografie per una perfetta comprensione degli spostamenti ossei delle arcate dentarie. In seguito, avviene una collaborazione tra il medico chirurgo e l’ortodontista, per definire un trattamento ortodontico-chirurgico congiunto e sinergico per garantire un risultato funzionale ed estetico ottimale.

Come funziona un intervento di chirurgia ortognatica

Una volta compiuta la fase di preparazione si arriva infine all’intervento di chirurgia ortognatica, un’operazione che viene realizzata con specifiche tecniche chirurgiche e con una risposta personalizzata per migliorare l’estetica del viso e garantire una corretta occlusione dei denti. Lo specialista realizza quindi gli splint, ossia le placche occlusali che consentono di effettuare gli spostamenti delle basi ossee durante l’intervento di ortognatica.

Oggi i medici chirurghi più esperti e aggiornati realizzano questo tipo di interventi ricorrendo a tecniche all’avanguardia e tecnologie computerizzate, come la chirurgia virtuale o Virtual Surgical Planning, con cui sono in grado di eseguire tagli e spostamenti ossei di altissima precisione preparando queste operazioni su modelli virtuali. Questi ultimi offrono una perfetta corrispondenza con il cranio del paziente, consentendo al medico chirurgo di prepararsi in modo efficace all’intervento vero e proprio.

L’operazione chirurgica viene realizzata all’interno della bocca, in questo modo è possibile evitare cicatrici visibili, attraverso una combinazione di tecniche e apparecchi scelti dallo specialista per favorire la minima invasività e la massima efficienza dell’approccio. A seconda dell’intervento, la chirurgia può durare da 2 ore e mezza a circa 3 ore, è realizzata in anestesia generale e richiede una o due notti di ricovero presso la clinica. Si tratta di interventi che oggi sono altamente personalizzati, ad esempio nella scelta delle placche di osteosintesi affinché si adattino perfettamente all’osso senza asimmetrie o imperfezioni cutanee.

L’ortognatica ha compiuto progressi notevoli negli ultimi anni, ed è in grado di offrire oggi una risposta chirurgica di grande efficacia nella correzione delle malformazioni congenite facciali che interessano la mandibola e il mascellare superiore. Anche la ripresa dell’attività è piuttosto celere rispetto al passato, con la possibilità di tornare alla quotidianità dopo circa 15 giorni dall’operazione, mentre per le attività più faticose o l’esposizione al sole è necessario attendere da 17-20 giorni fino a un massimo di 3 settimane per il completo recupero.