“Scarface”, chiesti dal pm due secoli di carcere per i Di Silvio

Quasi due secoli di carcere. Per l’esattezza 179 anni. A tanto ammontano le richieste fatte dal pm Luigia Spinelli per 19 imputati nel processo “Scarface”, relativo all’organizzazione mafiosa che avrebbe messo su nel capoluogo pontino Giuseppe “Romolo” Di Silvio, che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato.

Al termine della sua requisitoria davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Roma, Angelo Giannetti, il pubblico ministero antimafia ha chiesto 20 anni di reclusione per Antonio Di Silvio, detto “Patatino”, Ferdinando Di Silvio, detto “Prosciutto” e Fabio Di Stefano, detto “Il siciliano”, 16 anni e 8 mesi per Carmine Di Silvio, detto “Porcellino”, 12 anni per Costantino Di Silvio, detto “Costanzo”, 8 anni e 8 mesi per Riccardo Mingozzi, 8 anni e 4 mesi ciascuno per Costantino Di Silvio, detto “Cazzariello”, e Daniel Alessandrini, 8 anni per Michele Petillo e Mirko Altobelli, 7 anni e 4 mesi per Marco Ciarelli e Manuel Agresti, 6 anni e 8 mesi per Alessandro Di Stefano, 6 anni per Simone Di Marcantonio, 5 anni per Alessandro Zof, Simone Ortenzi e Anna Gina Di Silvio, e 3 anni ciascuno per Salvatore e Franco Di Stefano.


Secondo la Dda di Roma, la fazione dei Di Silvio capeggiata da “Romolo”, già protagonista della guerra criminale tra rom e non rom esplosa nel 2010, si sarebbe trasformata in mafia e avrebbe gestito un traffico di droga, compiuto estorsioni e pure un sequestro di persona.

Già fissate altre quattro udienze a ottobre, per le arringhe dei difensori e poi la sentenza.

A costituirsi parte civile pure il pentito Emilio Pietrobono.