Concorso scuola, insorge la Gilda Insegnanti: “Sistema di reclutamento che non funziona”

La Gilda di Latina denuncia la situazione paradossale per molti professori, vittime dei ritardi nella pubblicazione 
delle graduatorie. La coordinatrice Patrizia Giovannini: "Beffa del concorso: centinaia di docenti hanno vinto 
ma non otterranno la cattedra"

Hanno vinto il concorso straordinario per la scuola, ma rischiano seriamente di non vedersi assegnata la cattedra che spetta loro di diritto. É la situazione paradossale che stanno vivendo molti docenti, anche della provincia di Latina, vittime della paralisi nella pubblicazione delle graduatorie e di un sistema di reclutamento basato sui concorsi che fa acqua da tutte le parti.

La denuncia arriva dalla coordinatrice della Gilda Insegnanti di Latina, Patrizia Giovannini:

Nell’attesa del decreto interministeriale, il MEF – spiega la segretaria del sindacato – ha autorizzato la copertura finanziaria di 94.130 posti vacanti e disponibili per l’assunzione in ruolo dei docenti di ogni ordine e grado. Solo nel Lazio si parla di 9.549 posti, da dividere tra graduatorie di merito dei concorsi e graduatorie ad esaurimento. Ma, paradossalmente, gli insegnanti che hanno superato i concorsi banditi nel 2019-2020 potrebbero non essere nominati in ruolo quest’anno”.

La coordinatrice della Gilda Insegnanti di Latina, Patrizia Giovannini

La prof.ssa Giovannini illustra una situazione ai limiti dell’inverosimile, una vera e propria beffa nei confronti di tanti docenti che faticosamente, durante il periodo del lockdown, hanno sostenuto le prove selettive dei concorsi. “Questo succede – sottolinea la responsabile della Gilda – a causa della cattiva conduzione e organizzazione dei concorsi, un black out di cui il Ministero dell’Istruzione sembra non essersi accorto nonostante le perplessità manifestate più volte come sindacato e i problemi segnalati in più sedi: le commissioni esaminatrici, per esempio, non sono state retribuite adeguatamente né è stato previsto un esonero per i docenti commissari che permettesse loro di lavorare serenamente. Il carico di lavoro è stato oneroso e non riconosciuto, al punto tale che diversi componenti e intere commissioni si sono dimessi lasciando insolute le graduatorie che servivano per le immissioni in ruolo del contingente 2020″.


Il ritardo nella pubblicazione delle graduatorie definitive di molte classi di concorso ha di fatto escluso molti docenti vincitori dalla possibilità di ottenere un posto tra quelli programmati. Un brutto colpo per centinaia di professori di francese, di inglese, di materie musicali e altre discipline insegnate alle scuole medie e superiori. “Ad oggi la situazione vede assunti tutti coloro che sono rientrati nelle graduatorie pubblicate entro dicembre 2021, per tutti gli altri le cui graduatorie sono state pubblicate successivamente, ovvero da gennaio ad oggi, non ci sono posti accantonati, dunque rischiano di non essere assunti in ruolo”.

Il paradosso sta nel fatto che i loro posti (contingente 2020) sono stati accantonati per chi sta partecipando al concorso straordinario bis, bandito dal decreto n.73 del 25 maggio 2021, convertito poi in legge.

Questa vicenda – conclude Giovannini – è un’ulteriore prova di quanto il sindacato denuncia da tempo: il sistema di reclutamento basato sui concorsi non funziona né premia la competenza, sia rispetto ai concorrenti sia rispetto alla formazione delle commissioni; l’ennesima dimostrazione ce la sta dando anche la questione relativa ai numerosi errori rilevati nei quesiti delle prove scritte del concorso ordinario 2020. D’altro canto le prospettive  sono tutt’altro che rosee: la riforma sul reclutamento dei docenti voluta dal Ministro e prevista dalla recentissima legge n.79 del 29 giugno 2022 peggiora lo stato delle cose perché non solo non risolve l’annoso problema del precariato, ma rende il percorso di accesso all’insegnamento e al ruolo lungo e farraginoso. Una riforma che doveva contenere il fenomeno del precariato, finirà invece con l’incrementarlo ulteriormente”.