I bambini di Ponza giocano al calcio, le riflessioni di De Luca

Riceviamo dallo scrittore Antonio De Luca, di Ponza, e volentieri pubblichiamo:

Tra le cose della vita che arricchiscono l’animo umano, è assistere e condividere la gioia dei bambini.


Ponza attraversa uno dei periodi di peggior oscurantismo della sua storia. Ma oggi assistendo ad un semplice evento calcistico tra bambini: una parata di giovani calciatori tra la scuola calcio Ponza e quella del Gaeta, devo dire con assoluta franchezza che ho assistito a qualcosa di meraviglioso.

I bambini ci regalano speranze. Se poi questi bambini sono così ben educati, sia nella vita che su un campo di calcio, allora per noi adulti si aprono le porte di una futura esistenza migliore. Ma teniamo alla larga dagli adulti, la purezza dei bambini.

Alcuni anni fa, nella mia vita lisbonese, fui invitato ad assistere ad una partita di calcio tra due squadre della scuola calcio del Benfica, che col Barcellona, sono tra le migliori scuole calcio al mondo. Rimasi folgorato dalla bravura e dalla sicurezza dimostrata durante il tempo di gioco da quei bambini che avevano tutti intorno ai 10 anni. Palleggio, posizione in campo, e soprattutto la padronanza del pallone e dalla visione di gioco.

Quest’oggi abbiamo assistito a Ponza a qualcosa di simile, naturalmente con le dovute differenze. Ho notato dei ragazzi veramente bravi. E tutto fa sperare in un futuro migliore e non solo sportivo. Lo sport serve soprattutto ad educare. E a Biagio Rispoli che da anni si dedica con passione maniacale ad educare questi ragazzi, va il plauso più squisito e una gratitudine sconfinata.

Tutti i ragazzi delle due scuole di Ponza e Gaeta, con una media di 12 anni, hanno dimostrato di saper stare in un campo di calcio e saper trattare una palla con i piedi ma anche con la mente. Ci auguriamo che questi bambini sappiano un giorno stare nella vita come in un campetto di calcio, così da affidarci l’amata isola.

Mentre devo rammaricarmi per qualcosa che mi sfugge ad una logica. Alcuni bambini sono stati mandati in giro a raccogliere denaro per i bambini dell’Ucraina. I bambini sono puri e bisogna difendere la loro mente, l’anima e il cuore, affinché crescano socraticamente nella verità delle cose del mondo. Spero che a questi bambini sia stato spiegato che in questo momento nel mondo muoiono di fame un bambino ogni 5 minuti. Che nel mondo ci sono tante guerre e tanti bambini muoiono per queste guerre che nessuno ne parla. Che non ci sono bambini di serie A e di serie B.

Lo sport serve a far sì che nei bambini cresca la giusta consapevolezza del proprio essere. E il senso di fratellanza e giustizia. Lasciamo crescere i bambini nella loro libertà. La scuola di calcio di Ponza si faccia Istituzione. Educare. Per ora lo fa molto bene. E Biagio Rispoli il loro allenatore – educatore è molto amato da questi ragazzi. E quando un maestro è destinato ad avere tanta riconoscenza e affetto dai suoi alunni, vuol dire che opera bene e la storia gliene sarà riconoscente. Ponza risorga con i suoi bambini.