Omicidi in carcere, chiesto l’ergastolo per Cestra

Daniele Cestra

Fine pena mai.

Per Daniele Cestra, 44enne di Sabaudia, accusato di due omicidi all’interno del carcere di Frosinone, il pm Vittorio Misiti ha chiesto la condanna all’ergastolo.


A decidere, dopo le arringhe degli avvocati Angelo Palmieri e Sinuhe Luccone previste nell’udienza del prossimo 13 giugno, sarà la Corte d’Assise del Tribunale di Frosinone.

L’imputato venne arrestato per l’omicidio, nel dicembre 2013, di Anna Vastola, di 81 anni, assassinata nella sua casa di Borgo Montenero, a San Felice Circeo, dopo essersi trovata di fronte Cestra intento a fare razzìa nell’appartamento.

Un delitto per cui il pontino venne condannato a 18 anni di reclusione.

Una volta in carcere, però, secondo la pubblica accusa Cestra avrebbe continuato a uccidere, simulando poi il suicidio delle sue vittime.

Il 17 agosto 2016, a Frosinone, venne trovato impiccato il compagno di cella dell’imputato, l’anziano Giuseppe Mari, di Sgurgola, e il 24 marzo dell’anno precedente era stato trovato impiccato un altro detenuto, il 60enne Pietropaolo Bassi, che a sua volta divideva la cella con il 44enne.

Alla luce soprattutto delle indagini medico-legali svolte dalla dottoressa Daniela Lucidi e delle testimonianze di altri detenuti, il pm Misiti si è convinto che Mari e Bassi siano stati uccisi da Cestra, che li avrebbe aggrediti, strangolati e poi avrebbe simulato i suicidi.

Una tesi che, per il pubblico ministero, ha trovato conferma nel corso dell’istruttoria.