Pressione fiscale, l’allarme del consigliere Simeone (FI): “Famiglie ed imprese sul baratro”

Giuseppe Simeone, consigliere regionale del Lazio

“Non possiamo permetterci che intere famiglie scivolino sotto la soglia della povertà. Non è ammissibile costringere le imprese a chiudere perché i costi di produzione sono insostenibili. La Regione Lazio ha il dovere e la responsabilità di intervenire e non può farlo limitandosi al provvedimento in discussione in queste ore in aula, sulla riduzione della pressione fiscale”.

Lo dichiara in una nota il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale del Lazio Giuseppe Simeone.


“Si deve definire un nuovo bilancio che sia in grado di rispondere all’ennesima emergenza che i nostri territori e le nostre comunità sono costrette ad affrontare. La proposta di legge oggi in esame si attendeva da tempo per comprendere cosa questa maggioranza avesse concretamente intenzione di fare per dare ossigeno alle nostre comunità, alle nostre imprese strozzate in una giungla di tasse, detrazioni, balzelli che ne stanno mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza.

La sede della Regione Lazio

Era dicembre 2021 quando con la legge di stabilità si preannunciava il rinvio ad un ulteriore atto delle decisioni da assumere in merito alla riduzione della pressione fiscale. Allora nessuno pensava che nell’arco di una manciata di settimane ci saremmo dovuti confrontare con la bufera che la guerra sta portando con sé. Questa proposta di legge, fatta di 4 articoli, è nata per adeguarsi a quanto rilevato dalla Corte dei Conti che ha bocciato la manovra regionale e ci ha costretti a correre ai ripari con una serie di variazioni approvate in questi giorni, per l’uso improprio del cosiddetto extragettito della sanità. Una proposta che di fatto contiene molte speranze ma poca concretezza in termini di capacità di incidere sulle tasche dei cittadini.

Bene la decisione di agire consentendo, per l’anno di imposta 2022, di esentare dall’applicazione della maggiorazione dell’aliquota chi ha un reddito imponibile ai fini dell’addizionale regionale all’Irpef non superiore a 35mila euro. Ma serve molto di più. Perché alle problematiche contingenti legate alla pandemia, con cui stiamo ancora facendo i conti, e i rincari applicati in modo incondizionato su bollette luce e gas, oltre che all’impennata dei costi del carburante, si sono aggiunti gli aumenti dei beni di prima necessità causati dalla guerra. Per tornare alla normalità si deve mettere a punto una strategia economica in grado di ridare slancio ai motori del mercato. E l’unico modo per farlo è tornare a spendere e investire. Risultati che non si possono raggiungere con un livellamento delle maggiorazioni Irpef. L’obiettivo era e resta renderle progressive per garantire le fasce più deboli della nostra società. Nell’ambito degli adeguamenti previsti dal Governo alle nuove fasce di reddito la Regione poteva e doveva, assicurando l’allineamento alla normativa statale, prevedere l’alleggerimento del carico fiscale complessivo dell’addizionale regionale. Con alcuni emendamenti, che purtroppo sono stati cassati, noi, come Forza Italia ci avevamo provato tentando di far leva su coloro che hanno un reddito più alto e non incidendo sulle fasce più deboli. Ma come al solito il risultato è che la manovra lanciata come misure taglia tasse in realtà si limita, nei migliori dei casi, a dare un contentino inutile per dare slancio alle famiglie e alle imprese.

Per queste ragioni ho invitato il vice presidente della Regione Lazio e assessore al bilancio, Daniele Leodori, ad aprire una seria riflessione nel merito valutando la possibilità di mettere in atto misure straordinarie di intervento. La situazione purtroppo non è diversa da quella del 2020 con l’avvento della pandemia quando abbiamo dovuto agire con rapidità per definire azioni di sostegno alle nostre comunità. Oggi dobbiamo avere la forza di spogliarci di quello che noi, come singoli consiglieri, rappresentiamo per interpretare e dare risposte alle esigenze collettive delle nostre comunità, delle nostre imprese, delle famiglie che non arrivano neanche a metà mese. Ci auguriamo che la Regione vada oltre criteri ragionieristici e sia in grado di entrare nelle maglie di una quotidianità in cui il filo conduttore è la lotta alla sopravvivenza”.