Malattie parodontali: cosa fare in caso di parodontite?

La parodontite è un’infezione che riguarda il parodonto, ovvero quell’insieme di tessuti che forniscono sostegno e supporto all’elemento dentale. Conosciuta anche col nome di piorrea, la parodontite è una malattia multifattoriale e, più precisamente, un’infezione batterica e virale che causa un’infiammazione cronica.

I danni all’area parodontale possono essere molto gravi e per questo motivo è assolutamente necessario intervenire con tempestività per fermare il decorso dell’infezione. Nei casi più gravi, che si verificano, ad esempio, quando la malattia non viene trattata, il paziente può arrivare alla perdita dei denti.


Per prevenire conseguenze estreme, è fondamentale osservare un’attenta igiene orale in modo da mantenere il quanto più possibile libero il cavo orale da germi e batteri. Inoltre, altrettanto importante è effettuare dei controlli periodici dal dentista, il quale saprà individuare in tempo i possibili campanelli d’allarme.

Come curare la parodontite e quanto costa farlo

Essendo la parodontite un’infezione cronica, per il suo trattamento possono essere necessari interventi via via sempre più invasivi: la terapia farmacologica, ad esempio, non sempre riesce a intervenire sull’area coinvolta dalla malattia, mentre per quanto riguarda le operazioni chirurgiche, esse possono divenire, nel corso degli anni, sempre più invasive e avere un impatto sulla qualità della vita del paziente.

Negli ultimi anni, in ogni caso, è stata sviluppata una nuova cura che sfrutta le caratteristiche del laser per intervenire sui tessuti danneggiati dall’infezione del cavo orale. L’applicazione della tecnologia del laser in medicina negli ultimi 30 anni è stata salutata come una vera e propria rivoluzione, ma ormai la terapia laser risulta essere una delle principali risorse a disposizione dei professionisti in quasi tutte le specialità mediche, anche in odontoiatria.

Esistono vari tipi di laser-terapie applicabili all’odontoiatria, a seconda dell’uso che se ne deve fare: alcuni vengono utilizzato sulle aree “dure” come l’osso e il dente, mentre altri sono più adatti ad agire sui tessuti molli (gengive e mucose in primis).

Nello specifico, la laser terapia applicata alla parodontologia, è un intervento rapido e minimamente invasivo che viene tollerato senza problemi dalla maggior parte dei pazienti. A differenza dei metodi tradizionali per la cura della piorrea, con il laser è possibile eliminare i germi e i batteri che si trovano anche in zone difficilmente raggiungibili come i tessuti spugnosi dell’osso. Inoltre, rispetto all’operazione chirurgica, si può effettuare senza anestesia e ha un decorso post-intervento molto meno doloroso.

Le sedute di laser terapia per la cura della parodontite sono sempre precedute da accurate pulizie professionali dei denti eseguite al microscopio operatorio. Il microscopio, infatti, permette al professionista di eliminare in profondità depositi di placca batterica e tartaro, dove proliferano i batteri. Una volta eliminati dalla bocca queste zone di accumulo di patogeni, sarà possibile, grazie alla caratteristiche battericide e biostimolanti del fascio di luce del laser, eliminare i batteri rimanenti e sanificare i tessuti parodontali.

Per quello che riguarda il costo della cura, infine, è importante ricordare che varia in base alla condizione specifica di partenza e che viene determinato dalle analisi svolte in fase diagnostica, dal numero di sedute richieste per il trattamento, così come dagli esami necessari per verificare l’entità dei progressi raggiunti.

Fonte: “parodontite cure e costi”, a cura di excellencedentalnetwork.com.

I sintomi della parodontite

Essendo un’infezione batterica particolarmente frequente negli adulti, è necessario prestare attenzione ad alcuni campanelli d’allarme che possono preannunciare la malattia.

I più diffusi sono il sanguinamento delle gengive e il loro progressivo ritiro, che testimoniano l’erosione del tessuto causato dall’infiammazione. Inoltre, quando i denti non sono più fissi al loro posto, ma si muovono e fanno male, allora è molto probabile che la parodontite li abbia già gravemente danneggiati.

Altri sintomi, più comuni, sono poi l’estrema sensibilità al caldo e al freddo e l’alitosi persistente. Qualora si verificassero questi sintomi, è assolutamente necessario recarsi a fare una visita dal dentista, il quale saprà stabilire la gravità della situazione e indicare la cura più adatta.

Per prevenire l’infiammazione, una buona igiene orale è sicuramente il primo step da attuare: spazzolare i denti almeno tre volte al giorno, passare il filo interdentale ed eseguire degli sciacqui col collutorio sono i passi fondamentali da mettere sempre in pratica.

Tuttavia, ciò potrebbe non bastare e, soprattutto nelle persone che presentano una certa predisposizione a questo tipo di infezione, l’unico modo per prevenire danni più seri è quello di tenere sempre monitorata la situazione effettuando visite regolari dal dentista.