Mazzette e permessi facili, tutto prescritto

Il Tribunale di Latina

Mazzette in cambio di permessi illegali e per chiudere gli occhi davanti agli illeciti.

Ben prima dell’inchiesta “Tiberio”, che ha sollevato il caso corruzione al Comune di Sperlonga, un’indagine sulle bustarelle che sarebbero state consegnate agli allora vertici dell’ufficio tecnico da quattro imprenditori, portò la Procura della Repubblica di Latina ad aprire un’inchiesta, sfociata in un processo con sette imputati.


Sotto accusa Massimo Pacini, dirigente dell’ufficio tecnico comunale, Antonio Faiola, responsabile sempre dello stesso ufficio, il tecnico Luca Faiola, e gli imprenditori Ruggiero Albino Battista, Raffaele Iuliano e Giosuè Cardi e Gaetano Cardi.

Essendo alcuni fatti relativi al 2009 e altri al periodo di tempo compreso tra il 2011 e il 2013, il processo è però finito in prescrizione.

Tutti prosciolti dal Tribunale di Latina, che ha accolto un’eccezione dell’avvocato Giulio Mastrobattista sulla data di consumazione del reato di concussione.

Antonio Faiola, i Cardi e Iuliano erano accusati per una mazzetta da 30mila euro, che sarebbe stata versata dagli imprenditori al responsabile dell’ufficio tecnico per ottenere delle forzature sui lavori per un albergo in località Santilli, che stavano realizzando con la società Truglia.

Pacini, Luca Faiola e Battista erano invece accusati per 77.500 euro che l’imprenditore avrebbe versato per poter andare avanti con la ristrutturazione di un immobile in via Vespucci e i lavori su un secondo immobile in località Caldarelle.