Ex sindaco di Formia Villa contro Acqualatina: “Deve restituire 56 milioni”

Paola Villa
L’ex prima cittadina di Formia Paola Villa, oggi consigliere comunale di opposizione con Un’Altra Città, prosegue la propria crociata politica contro Acqualatina che gestisce il servizio idrico nel territorio pontino.
Secondo quanto riportato in una nota dall’ex sindaco, Acqualatina avrebbe incassato la bellezza di 56 milioni di euro che non gli spettavano, tanto da far tuonare l’esponente politica con un duro: “Devono essere restituiti“.
I soldi in questione riguardano le cosiddette “partite pregresse” e la Villa invita il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli a mettere tale questione all’ordine del giorno della prima Assemblea dei sindaco dell’ATO4.
LA NOTA DELL’EX SINDACO DI FORMIA PAOLA VILLA
Questo è, o dovrebbe essere, uno dei punti all’ordine del giorno della prima Assemblea dei Sindaci dell’ATO4 guidata dal neo presidente della provincia, Gerardo Stefanelli.
La storia documentata e sulla quale si è espressa ormai da fine giugno 2021 la Corte di Cassazione è lineare e semplice: “𝐥𝐞 𝐏𝐀𝐑𝐓𝐈𝐓𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐆𝐑𝐄𝐒𝐒𝐄, 𝐨𝐬𝐬𝐢𝐚 𝐢 𝐦𝐚𝐠𝐠𝐢𝐨𝐫𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐚𝐝𝐝𝐞𝐛𝐢𝐭𝐚𝐭𝐢 𝐢𝐧 𝐛𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐮𝐭𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐀𝐂𝐐𝐔𝐀𝐋𝐀𝐓𝐈𝐍𝐀 𝐒.𝐩.𝐀. 𝐫𝐢𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟎𝟔 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟏, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐈𝐋𝐋𝐄𝐆𝐈𝐓𝐓𝐈𝐌𝐈”.
La Corte di Cassazione, con una sentenza storica, ha dichiarato l’illegittimità del meccanismo di recupero delle cosiddette “partite pregresse” che erano state autorizzate da una delibera dell’ARERA (Autorità per la Regolazione dell’Energia e Ambiente) nel 2013. La Cassazione ha dichiarato che tale Delibera è in contrasto con la legge che dispone il principio di irretroattività. 
A seguito di quella Deliberazione dell’Arera, anche il gestore Acqualatina era stato autorizzato dalla Conferenza dei Sindaci e dalla Segreteria Tecnica Operativa (dunque la parte pubblica) a riscuotere, tramite le bollette, le “partite pregresse”, che ammontavano a circa 56 milioni di euro.
La notizia è stata ripresa da alcune associazioni dei consumatori (Confconsumatori e Federconsumatori) che si sono attivate per orientare i cittadini verso forme di richiesta di rimborsi perché si blocchi la prescrizione, ma ciò che è mancato e continua ad essere assente è l’analisi e la discussione politica e pubblica all’interno della Conferenza dei sindaci, una presa di posizione chiara e netta e la richiesta unanime da parte di tutti i sindaci (ricordiamo sono 38, di cui 33 della provincia di Latina) affinché il gestore Acqualatina RESTITUISCA i soldi incassati illegittimamente. 
Fino ad oggi la scusa è stata “aspettiamo la nomina del prossimo presidente della provincia”. Ora c’è stata. Ora bisogna agire.
Allora ci si chiede:
– 𝐒𝐚𝐫𝐚’, 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞, 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 𝐚𝐥𝐥’𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐚 𝐂𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐒𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐢 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥’𝐢𝐥𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐢𝐭𝐚’ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐝𝐚 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐚𝐥𝐚𝐭𝐢𝐧𝐚?
– 𝐒𝐚𝐫𝐚’, 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐥’𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐫𝐢𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐨𝐜𝐜𝐮𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐢 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐢 𝐚𝐛𝐛𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐠𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐥𝐥𝐞𝐠𝐠𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐢𝐮𝐭𝐭𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐢 𝐠𝐚𝐫𝐚𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐞 𝐢 𝐛𝐢𝐥𝐚𝐧𝐜𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐠𝐞𝐬𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐮𝐢, 𝐧𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐬𝐢 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐫 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐥𝐞 𝐬𝐨𝐦𝐦𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐞 𝐚 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐢𝐭𝐞 𝐩𝐫𝐞𝐠𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞, 𝐬𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐢𝐬𝐚𝐯𝐚𝐧𝐳𝐢 𝐨 𝐦𝐢𝐧𝐨𝐫𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐢 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐚𝐥𝐚𝐭𝐢𝐧𝐚?
– 𝐒𝐚𝐫𝐚’, 𝐟𝐢𝐧𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞, 𝐥’𝐨𝐜𝐜𝐚𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐫𝐢𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐮𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐢𝐳𝐳𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐢𝐝𝐫𝐢𝐜𝐨?
Queste domande le poniamo non solo al neo eletto Presidente della Provincia  nonchè Presidente dell’ATO4, Gerardo Stefanelli , ma anche al Sindaco di Formia, Gianluca Taddeo, affinché si faccia portatore di tale richiesta presso l’ufficio di presidenza dell’ATO, evidenziando con propria  richiesta, scritta e pubblica, al presidente Stefanelli la necessità immediata di convocare l’Assemblea dei Sindaci e mettere tale punto all’ordine del giorno.
𝗨𝗹𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗮𝗿𝗱𝗶 𝘀𝗲𝗿𝘃𝗼𝗻𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗿𝗶𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮 𝘂𝗻 𝗰𝗿𝗮𝗰𝗸 𝗳𝗶𝗻𝗮𝗻𝘇𝗶𝗮𝗿𝗶𝗼, 𝘂𝗹𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗮𝗿𝗱𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗽𝗿𝗼𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼.”