Minturno, FdI contro la politica delle tasse attuata dall’amministrazione

Il Comune di Minturno

“La politica economica attuata dall’amministrazione in carica ha visto ridurre drasticamente il potere d’acquisto delle famiglie minturnesi“. A tuonare sull’argomento è il direttivo locale di Fratelli d’Italia, da cui si sottolinea che per il sesto anno consecutivo sarà applicata l’aliquota massima e unica, senza sgravi per i redditi bassi, per quanto concerne l’addizionale comunale.

“Non può essere mai considerata una buona politica quella che tassa al massimo i cittadini. La linea adottata dall’amministrazione comunale, inoltre, è inaccettabile e contraddittoria per diverse ragioni. In primo luogo, perché non garantisce il principio di progressività, secondo il quale l’aliquota di imposizione deve crescere in modo più che proporzionale rispetto al reddito, come sancito dall’articolo 53 della costituzione. In secondo luogo, poiché, nel precedente mandato, era stato affermato che questa scelta era obbligata dalle disastrate condizioni finanziarie dell’ente, precarietà che, nella relazione di inizio mandato, è stata dichiarata invece superata. Quindi, delle due, l’una: o, il comune non ha sanato i debiti, oppure la tassazione massima non era una scelta obbligata dal predissesto finanziario ma l’unico modo con cui riesce ad amministrare questa maggioranza”.


Il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli

“In ultimo – continuano da FdI attraverso Daniele Amitrano, delegato alle Politiche sociali e welfare – non si riesce proprio a concepire come possa poi pensare di attuare politiche di welfare una amministrazione le cui politiche economiche non vanno nella stessa direzione, anzi, addirittura, impone, anche a chi versa in condizioni economiche svantaggiose, di pagare il massimo possibile. La proposta di Fratelli d’Italia è quella di rimodulare tale tributo, introducendo un sistema assolutamente innovativo per il nostro comune che preveda una no tax area e 4 aliquote progressive, in linea con quanto avviene per l’Irpef nazionale, in modo da ottemperare a quanto sancito dal sopramenzionato dettato costituzionale e sgravare dal contributo i redditi più bassi. Nel bilancio di previsione, è stato preventivato che l’addizionale comunale garantirà un introito annuo di circa un milione e quattrocento mila euro ma sono abbastanza sicuro che questo dato sia sottostimato visti i recenti rinnovi contrattuali per i lavoratori dipendenti che garantiranno un incremento della base imponibile. Alla luce di ciò, una eventuale rimodulazione nel senso da noi indicato, potrebbe addirittura non comportare scostamenti né gravi squilibri finanziari per il nostro Comune”.

“C’è tutta una serie di servizi in proroga da mesi o addirittura da anni per i quali fino ad ora non si è mai adottato il principio della concorrenza per acquisire servizi migliori a prezzi più bassi e che inevitabilmente si riflettono, negativamente, sul bilancio comunale. Da parte nostra chiediamo all’amministrazione l’adozione di misure finalizzate all’abbassamento delle tasse e invitiamo il sindaco Stefanelli e la sua giunta a iniziare un percorso più sobrio, volto al contenimento di tutte le spese per aiutare in particolare maniera le fasce più deboli della cittadinanza” dichiarano i consiglieri comunali Giuseppe D’Amici e Francesco Larocca.

Sulla stessa lunghezza d’onda il coordinatore comunale Vincenzo Fedele, il quale dichiara che “il continuo ricorso alla tassazione massima a carico dei contribuenti minturnesi denota una cronica carenza di strategia amministrativa da parte della maggioranza”.