Inferno in carcere, sconto di pena per “Pesce”

Sconto di pena per Costantino Di Silvio, detto Pesce, condannato in via definitiva a otto anni di reclusione per aver cercato di uccidere l’ex moglie.

Il magistrato di sorveglianza di Campobasso, Elena Quaranta, accogliendo in parte il reclamo presentato dal 55enne, ha disposto per lui una riduzione di 20 giorni sulla pena che sta espiando nella casa circondariale di Larino, ritenendo che tanto lì quanto nel carcere di Latina e in quello romano di Rebibbia, il latinense sia stato per circa duecento giorni detenuto in condizioni disumane e degradanti.


In tale periodo Di Silvio avrebbe infatti avuto uno spazio a disposizione nella sua cella inferiore ai 3 metri quadrati.

Una violazione della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Il magistrato, esaminato il reclamo presentato dal 55enne tramite l’avvocato Maria Antonietta Cestra, ha maturato tale convinzione analizzando le relazioni presentate dalle carceri di Latina e Larino e ritenendo provato quanto affermato dal detenuto per quanto concerne quello di Rebibbia, non avendo presentato la direzione di tale struttura alcun rapporto.

La norma prevede che viene concesso uno sconto di pena ogni dieci trascorsi in condizioni disumane e per i 200 giorni d’inferno in cella Pesce ha avuto così una riduzione della pena di 20 giorni.

Il 14 luglio 2018 il 55enne ferì con tre colpi di pistola all’addome e a un braccio, in via Helsinki, l’ex moglie Manuela Piccirilli.

La 44enne venne colpita mentre usciva dalla casa della zia del condannato e venne operata d’urgenza dai medici dell’ospedale “Goretti”.

“Pesce” si nascose tra le auto parcheggiate e dopo aver sparato si diede alla fuga alla guida di una Fiat Grande Punto grigia.

Rintracciato in centro, venne bloccato e rinchiuso in carcere, con l’accusa di tentato omicidio.