Nuovo protocollo Covid a scuola, la Gilda Insegnanti: ‘Documento 
confuso e non risolutivo’

Obbligo di Green pass invece di misure adeguate. La coordinatrice Giovannini: "Si pensi piuttosto a potenziare 
gli organici e a migliorare le strutture"

Se le misure di prevenzione anti-Covid fossero state confermate e, come più volte richiesto, potenziate probabilmente oggi il mondo della scuola si troverebbe a gestire meglio i contagi da coronavirus che, purtroppo, in questi giorni stanno crescendo in tutta la provincia”.

Patrizia Giovannini, coordinatrice della Gilda Insegnanti di Latina, guarda con preoccupazione alla risalita dei contagi che non risparmia le scuole pontine, dove nell’arco di tre settimane i casi di positività tra gli alunni e personale sono quasi raddoppiati.


“La dimostrazione che il Green pass non risolve i problemi legati ai contagi, soprattutto tra i minori, né sarebbe risolutiva in tal senso la terza dose di vaccino ai professori” afferma la segretaria del sindacato.

Patrizia Giovannini

Ci stupisce che un protocollo sulla sicurezza sanitaria non concertato, il terzo varato dal governo – continua Giovannini – detti delle regole così confuse, di difficile applicazione e per questo poco funzionali”.

Stando alle nuove direttive i dirigenti scolastici dovrebbero individuare, insieme ai referenti Covid, i possibili contatti del singolo caso positivo, prescrivere le misure da adottare e infine comunicare le disposizioni a studenti, insegnanti e genitori che sono stati in contatto con il positivo nelle ultime 48 ore. La quarantena diventa selettiva a seconda se si sia vaccinati o meno, diversificata tra gradi di scuola e a seconda del numero dei casi individuati nella stessa classe. “In tal modo si generano un rallentamento delle attività didattiche, una gran confusione e un sovraccarico di lavoro per la scuola, chiamata comunque a raccordarsi con la Asl per sapere quali alunni sono vaccinati e quali no nell’applicazione delle regole per la quarantena” spiega la sindacalista, per cui il documento varato non è assolutamente condivisibile.

La Gilda non lo ha sottoscritto – sottolinea Giovannini – come non ha sottoscritto i precedenti protocolli in quanto insufficienti rispetto alle effettive esigenze della scuola.

L’Anp (Associazione Nazionale Presidi) che parla di “obbligo” alla terza dose di vaccino per i docenti chiedendo un’accelerazione per la terza somministrazione – prosegue la coordinatrice Gilda – non considera quali necessità ci sono realmente nelle scuole rispetto alla tutela sanitaria di tutti coloro che accedono negli istituti, a cominciare dagli alunni e dai soggetti esterni che non vengono in alcun modo controllati. E’ indicativo anche che i primi strumenti di protezione – mi riferisco a mascherine e distanziamento – siano stati superati dal possesso del Green pass”.

Secondo la Gilda andrebbero utilizzati tutti i sistemi di prevenzione al contagio, a partire dai tamponi e dai presidi sanitari davanti alle scuole.

E’ essenziale continuare con la sanificazione degli ambienti – sostiene Giovannini – ma soprattutto sarebbe stato utile un intervento sulle strutture edilizie con un adeguamento degli spazi e un miglioramento dell’aerazione: penso alle finestre a Vasistas, che potrebbero restare aperte anche in inverno senza pregiudicare troppo il clima nelle aule. In ultimo, ma non meno importante, rimane ancora necessario superare il problema delle classi pollaio con un potenziamento degli organici. Come denunciato a settembre, i vaccini da soli non bastano a risolvere i problemi che la scuola vive da anni e che il contesto pandemico ha contribuito ad amplificare.