Condizioni disumane in carcere, detenuto messo fuori in anticipo

Sovraffollate e inadeguate.

Le carceri italiane sono da troppo tempo un inferno e l’ennesima conferma su tale inaccettabile situazione arriva con un provvedimento del magistrato di sorveglianza di Frosinone che, ritenendo inumana e degradante la condizione di un detenuto straniero presso il carcere di Cassino, ha accolto il reclamo presentato dal suo difensore, l’avvocato Vincenzo Macari, e lo ha scarcerato in anticipo.


Il detenuto, un cittadino di origini romene, responsabile di rapine e furti a Ravenna e nel basso Lazio, ha lamentato appunto le condizioni di sovraffollamento presso la casa circondariale della città martire e la violazione di diritti sovrannazionali garantiti dalla Carta europea dei diritti dell’uomo.

Più nello specifico, nel reclamo il detenuto ha lamentato di aver avuto a disposizione per almeno 203 giorni di detenzione uno spazio inferiore a 3 metri quadrati, ovvero lo spazio minimo che l’articolo 3 della Cedu assicura per il normale movimento dei detenuti, senza tenere conto degli arredi.

Allo straniero è stata così riconosciuta la riduzione della pena di venti giorni, che ha comportato la sua immediata scarcerazione anticipata, e gli è stato dato anche un risarcimento simbolico di 24 euro.