Estorsione nel ravennate, nuova condanna per Salvatore D’Angiò

Nuova condanna per Salvatore D’Angiò, imprenditore di Fondi, accusato di aver minacciato ai fini di estorsione il dirigente di una cooperativa agricola di Faenza.

Il Tribunale di Ravenna ha condannato il 50enne, originario di Formia, a un anno e quattro mesi di reclusione.


I giudici, come chiesto dallo stesso pm Roberto Ceroni, della Dda di Bologna, hanno però escluso l’aggravante mafiosa.

I fatti si sono sviluppati nell’ambito di dissidi familiari tra imprenditori del settore ortofrutticolo.

Tra il 12 e il 28 giugno 2017, attraverso tre chiamate da un’utenza spagnola a uno dei dirigenti della cooperativa Agrintesa di Faenza, del tutto estranea alla vicenda, D’Angiò avrebbe detto: “Io le dico che con loro non ci deve più lavorare – alludendo a un magazzino a Consandolo di Argenta, nel ferrarese – in una settimana deve metterli fuori”.

Avrebbe poi aggiunto di essere dei Piromalli di Milano: “Siamo calabresi, siamo una famiglia conosciuta, basta chiedere in giro per sapere chi siamo”.

Nella prima delle tre chiamate il pontino avrebbe anche detto di essere “Piromalli Roberto”, nella seconda “Charlie Piromalli” e nell’ultima “Gianni Piromalli”, nonostante il clan calabrese Piromalli sia poi risultato estraneo alla vicenda.