Confermata dalla Cassazione la confisca del patrimonio di Tripodo

Rigettato il ricorso di Maria Laura Trani, Enza Petrillo, Deborah Ruggeri, Tiziana Simonelli, Giovanna Della Posta, Domenico e Giulia Ludovica Tripodo.

La Corte di Cassazione ha confermato e reso definitivo il decreto con cui nel 2018 il Tribunale di Latina ha disposto la confisca del patrimonio ritenuto riconducibile a Carmelo Tripodo, di Fondi, considerandolo frutto di attività criminali.


Niente da fare dunque per gli eredi di Tripodo e per quelli che sono stati ritenuti i suoi prestanome.

I giudici hanno precisato tra l’altro che gli elementi posti a fondamento del provvedimento non si sono basati soltanto sui legami familiari, ma anche sul ruolo di Tripodo nella Tripos Multiservizi e nella Coop. Lazio Net Service, “gestite attraverso prestanome” al fine di “aggirare i limiti ed i vincoli impostigli dalla misura di prevenzione personale applicatagli nel 2004”, e sulla “fittizia intestazione di beni alla moglie”, aggiungendo che si tratta di “circostanze emerse da vari documenti ed in particolare da intercettazioni telefoniche e dagli altri elementi valorizzati dalla sentenza di condanna in parte qua definitiva emessa dal Tribunale di Latina nei confronti del prevenuto”, oltre che sulla “costante incoerenza patrimoniale riguardante l’accertata situazione reddituale del prevenuto e dei terzi formalmente coinvolti nella gestione delle società interessate, ricostruita anche grazie ai rilievi peritali”.