Clinica ‘Città di Aprilia’ a rischio chiusura, Calandrini (FdI): “Duro colpo per il territorio”

Clinica Città di Aprilia

Il duo Zingaretti-D’Amato ha compiuto un’impresa che sembrava impossibile: dopo aver distrutto la sanità pubblica, stanno riuscendo a smantellare anche quella privata. L’annunciata chiusura della clinica città di Aprilia rappresenta un altro duro colpo per il territorio”.

Il sen. Nicola Calandrini (FdI)

E’ quanto afferma in una nota stampa trasmessa in queste ore il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini:Mi unisco alla preoccupazione del sindaco Antonio Terra, e voglio esprimere la mia vicinanza anche ai 134 lavoratori che rischiano di perdere il proprio posto dopo anni di sacrifici, in particolare dopo tutto quanto hanno fatto in quest’ultimo periodo segnato dall’emergenza Covid.


Zingaretti e D’Amato dicano cosa è accaduto e per quali motivi hanno mandato in crisi la clinica Città di Aprilia, che stanno lasciando chiudere nella loro più totale indifferenza, quando invece dovrebbero fare tutto il possibile per salvarla.

Il territorio della provincia è già in emergenza per le continue chiusure e i progressivi depotenziamenti a cui sono state sottoposte le varie realtà sanitarie locali. Fare a meno della clinica Città di Aprilia vuol dire privare la seconda città della provincia (che vanta oltre 70.000 abitanti) di un importante punto di riferimento. In più, si andrebbe a sovraccaricare  ulteriormente di utenza l’ospedale Goretti e quel che è rimasto delle altre strutture del territorio.

Il sindaco di Aprilia, Antonio Terra

La Regione ha il dovere di intervenire e di scongiurare l’ennesima grave perdita.
Fratelli d’Italia pretende interventi concreti e spiegazioni puntuali, basta slogan. Chiederò al gruppo consiliare regionale di intervenire in merito e di avere risposte su quanto sta avvenendo. Io stesso valuterò di coinvolgere il ministro Speranza per impedire questo ulteriore impoverimento sanitario che va a scapito dei cittadini il cui diritto alla salute è garantito dalla Costituzione”.

Secondo quanto trapelato, alla base del ‘contenzioso’ tra la Regione Lazio e la Clinica ci sarebbe il mancato versamento, da parte dell’Ente, di una serie di crediti, il cui importo ammonterebbe a diversi milioni di euro. Una situazione non nuova, e già verificatasi nel 2015, quando la chiusura venne scongiurata dopo una lunga trattativa.

Una situazione a rischio, come ricordato dal senatore Calandrini, sia per lo spauracchio – cassa integrazione per i 134 lavoratori della struttura, sia perché la Clinica è l’unica struttura sanitaria presente sul territorio.