Seminaria Sogninterra: inaugura questa sera il nuovo progetto di Sara Basta

La prossima tappa del percorso del Festival Seminaria Sogninterra è fissata per la serata di oggi, 28 agosto, alle ore 19.00 e vedrà l’inaugurazione del progetto un po’ di tempo per me dell’artista Sara Basta.

L’intervento di Sara Basta per Maranola nasce in continuità e in dialogo con quello realizzato da Daniele Spanò intitolato Orizzonte Domestico. Dopo un primo periodo di osservazione e di conoscenza con gli/le abitanti l’artista torna in residenza e aiutata anche da alcune donne del paese, ricamerà i teli precedentemente tinti da Daniele Spanò, per aggiungere altre stratificazioni e significati alla sua riflessione sull’orizzonte domestico.


L’artista è entrata in contatto con le donne conosciute perché in comune hanno la familiarità con il cucito, alcune per professione, altre per passione e dalla relazione con loro ha fatto emergere alcune delle frasi e immagini che ricamerà sui due teli che compongono l’installazione di Daniele e su altri teli da appendere nelle vie del paese.

Sono passati quasi 100 anni da quando Virginia Woolf scriveva le sue riflessioni sul rapporto tra donne e scrittura racchiuse in “Una stanza tutta per sé”.  A distanza di tempo quello che sento e che mi sembra di condividere con le persone incontrate a Maranola, non è più quel bisogno di uno spazio in cui dedicarsi alle proprie passioni. Lo spazio è stato conquistato, ma quello che rimane è l’urgenza del tempo. E’ ancora difficile prendersi il proprio tempo per sé, in cui non essere sommersi da quello che non sempre è essenziale. Cucire, ricamare insieme su lenzuoli e stoffe di casa è un tentativo di prendersi un pò di tempo, di stare insieme in un tempo lento, inoperoso, improduttivo, in cui prendersi cura di sé allargando il proprio sguardo, il proprio orizzonte domestico, nella relazione.
Sara Basta
Il lavoro di Sara Basta va ad aggiungersi a quelli di Davide Dormino “Per uno sguardo libero”, Ellen Wolf “Essere”, Daniele Spanò “Orizzonte Domestico” e alle performance “Azioni furtive” che l’artista francese Sarah Deslandes ha realizzato in occasione del decennale del Festival Seminaria Sogninterra.

A partire da settembre il percorso sarà visitabile tutte le domeniche dalle 19 alle 22 e si amplierà dei progetti di Andrea Aquilanti e Nicola Rotiroti il prossimo 18 settembre.

 

Sara Basta

Sara Basta, vive e lavora a Roma. Le sue opere nascono da ricerche collettive e dalla creazione di piccole comunità temporanee tra persone che condividono narrazioni e dialogano attraverso un fare comune. Collabora con l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove insegna Storia e Modelli per l’Arte Terapia e con cui ha realizzato diversi workshop coinvolgendo studenti e gruppi di persone provenienti da diversi ambiti. Nel 2020 ha partecipato al progetto Europeo Magic Carpets, invitata dal partner italiano Latitudo Art Project con la cura di Benedetta Carpi De Resmini e Giulia Pardini. Il progetto ha coinvolto per alcuni mesi un gruppo di donne del trullo (quartiere di Roma) in un laboratorio che si è concluso con la realizzazione di un video e una performance.

Con un gruppo di adolescenti di una scuola di Lucca e con la collaborazione di Daniele Spanò ha realizzato il progetto “Le maschere dei vivi per I morti” vincitore del bando “Della Morte e del Morire” a cura della Tenuta dello Scompiglio. Nel 2019 è tra i trenta artisti selezionati per il progetto del MIBAC Grand Tour D’Italie a cura di NOS Visual Art Production. Con il progetto “Abito lo Spazio” a partecipato a “School in Tandem”, un progetto del dipartimento educativo di Manifesta12, a Palermo. Insieme all’artista francese Sabatina Leccia ha preso parte al

Festival “Arts en Espace Public”, a cura dell’Associazione Art – Exprime, sviluppando un progetto partecipativo con gli abitanti di un condominio della periferia di Parigi. Tra le  principali mostre: Festival La fantastica, a cura di Benedetta Carpi De Resmini e Giulia Pardini, Polisportiva del Trullo Roma (2020); “Amore e Rivoluzione” a cura di Fulvio Chimento, via del Mandrione, Roma (2019); Barba Rosa, con un testo di Silvia Litardi, 16Civico, Pescara – Tutorial Sirtaki, un progetto di “Passo a Due” per il Media Art Festival, Maxxi Roma – Hanji, Viaggio nei Territori della Carta, Istituto Culturale Coreano, Roma e Napoli (2018); D’un Espace à L’Autre, a cura dell’Associazione Art Exprime, presso Le 87, Paris – Control-Reversal, a cura di Marta Silvi e Carla Capodimonti, Festival Dancity, Foligno (2017); La pancia del Monte, a cura di Sguardo Contemporaneo, Mausoleo di Monte del Grano, Roma – Abito lo Spazio, un progetto itinerante a cura di Simona Merra presso smART Polo per l’Arte Spazio Y Roma (2016); BIM! Microfestival di Cultura Infantile, Cesena (2015); Exodus, a cura di E. Termine and M Scaringella, Centro Culturale Recoletta, Buenos Aires (2014); Sorry,

Kasarminkatu Galery, Helsinki (2012); La 54th Biennale di Venezia, Padiglione Academie – Rumores sobre una exposición” espai zer01, Girona, Spain (2011) – La XIII Biennale dei Giovani Artisti d’ Europa e del Mediterraneo – All day video & sound Art St. Louis, U.S.A. (2008); Festival del Cinema di Roma, “Attori Spettatori” a cura di Bruno di Marino (2007); Progetto Isole, programma di residenze e progetti d’arte pubblica a cura di Barbara D’Ambrosio e Costanza Meli, Palermo (2006). Nel 2012 con il progetto “Lingua Mamma”, sviluppato insieme Mariana Ferratto e con I bambini della scuola primaria Carlo Pisacane di Roma, ha vinto il premio “Arte, Patrimonio, Diritti Umani” a cura di Connecting Cultures, e ISMU Foundation. Il progetto è stato presentato presso “Milano e Oltre” alla Triennale di Milano, presso MAXXI B.A.S.E. di Rome e presso The Gallery Apart di Roma.

 

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