Dramma in carcere: dà fuoco alla cella, detenuto muore per le ustioni

Fuori di sé, aveva messo a soqquadro la casa dell’ex moglie, per poi estorcerle 50 euro. Finito in manette in flagranza di reato, a margine della convalida dell’arresto era stato ristretto in custodia cautelare in carcere. L’udienza dibattimentale era prevista a settembre, probabilmente entro non molto sarebbe tornato a piede libero. Ma nel frattempo è morto: è venuto a mancare per le gravi ferite riportate dopo aver incendiato la sua cella.

Una tragica storia che arriva dalla casa circondariale di Frosinone, e che nei giorni scorsi ha visto il decesso di un 50enne nativo di Napoli e residente da anni a Fondi, dove era stato tratto in arresto a metà luglio dalla polizia.


Il rogo che gli è costato la vita è stato appiccato nella serata del 3 agosto, vedendo il detenuto riportare pesanti ustioni su tutto il corpo. Nella circostanza, sono rimasti intossicati dal fumo il compagno di cella e cinque agenti della polizia penitenziaria.

Ricoverato in ospedale, il 50enne è spirato a distanza di tre giorni. Secondo quanto affermato dal sindacato Sappe, tornato a denunciare le precarie condizioni di sicurezza del carcere ciociaro, l’uomo deceduto soffriva di problemi psichici.