Morto lo scrittore Antonio Pennacchi, cultura in lutto

Antonio Pennacchi

Antonio Pennacchi è morto. Il celebre scrittore pontino si è spento nella serata di martedì nella sua casa di Latina. Aveva 71 anni. Raggiunse il successo nel 2010 vincendo il premio Strega con il libro Canale Mussolini.

La casa editrice Mondadori lo ha ricordato citando la sua opera La strada del mare: «Quello che è stato è stato, e non c’è niente da fare. L’unica – per un uomo – è andare avanti. Tenersi il dolore nelle viscere e continuare a fare quel che s’ha da fare: seguitare a lavorare come già suo padre, i suoi zii e i suoi nonni di fronte ad ogni disgrazia e avversità. Ancorati al reale – al dovere che man mano impone il divenire generale del cosmo – fino all’ultimo istante di nostra vita».


 

IL CORDOGLIO DEL MONDO DELLA POLITICA

Damiano Coletta, sindaco di Latina:

“Apprendo con grande tristezza dell’improvvisa scomparsa dello scrittore Antonio Pennacchi che ci lascia all’età di 71 anni. Una enorme perdita non solo per la città di Latina ma per tutto il Paese. I suoi racconti hanno reso il nostro territorio un luogo letterario, dalla Fondazione ai giorni nostri. È una vera e propria icona di Latina. Pennacchi appartiene al patrimonio della città e tutti i latinensi oggi gliene rendono giustamente merito. Porgo le più sentite condoglianze alla sua famiglia a nome dell’Amministrazione comunale e di tutta la città di Latina”.

On. Vincenzo Zaccheo:

Apprendo con sgomento e dolore la notizia della improvvisa scomparsa di Antonio Pennacchi. Antonio ed io siamo cresciuti, come molti della nostra generazione, all’Oratorio “Don Bosco”. Il padre serviva messa e noi bambini, divertiti, lo aiutavamo. Poi ci siamo rivisti qualche anno dopo, quando entrambi militavamo nella Giovane Italia.
Antonio, con il passare degli anni, ha imboccato un altro sentiero politico. Sempre mantenendo intatte la passione, l’intelligenza, l’animo libero che lo catterizzavano.
Mi ha regalato una emozione grande quando, nella parte seconda di “Canale Mussolini”, ha dedicato pagine alla memoria di mio padre.
Il nostro era un legame familiare: con la sorella Laura ho condiviso l’impegno in Parlamento. Pur se in diversi schiaramenti, non è sono mai  venuti  meno la collaborazione istituzionale ed il rispetto reciproci. Incontrai Antonio, Laura e tutta la famiglia Pennacchi al “Fogolar Furlan” in occasione dello scorso Santo  Natale. Fu una giornata  di vera festa! 
Non dimenticherò le sue lunghe camminate sotto i portici di Corso della Repubblica, aiutato dal bastone per il dolore alla schiena che lo tormentava. 
Antonio é stato importantissimo per la nostra città: a livello nazionale ed internazionale, anche grazie al Premio Strega nel 2010 con “Canale Mussolini”, ha illuminato Latina del suo talento.
Una città la nostra che, da questa sera, è già più buia.
Alla moglie, alla figlia,  e a tutta la famiglia Pennacchi, giungano le mie più sincere ed affettuose condoglianze”.
sen. Nicola Calandrini:
“Ho appreso con sgomento la notizia della morte di Antonio Pennacchi. Conosceva e amava Latina come pochi altri. Ha saputo raccontare la città, i suoi volti, la sua storia, le sue sfaccettature con uno stile unico e inconfondibile che lo ha portato a vincere il Premio Strega.
Alla politica, a quella locale in particolare, lanciava invettive e provocazioni mai banali che erano fonte di riflessione per tutti. Le mie più sincere condoglianze alla famiglia per questa perdita improvvisa che lascia un vuoto incolmabile per Latina tutta”.
sen. Marinella Pacifico:
La scomparsa improvvisa e inaspettata di Antonio Pennacchi lascia un vuoto incolmabile nel panorama culturale italiano e nella città di Latina. Antonio Pennacchi infatti, con le sue opere che hanno raccontato la nostra storia e quella della città e della terra che tanto amava, ha saputo issarsi nel gotha della letteratura italiana vincendo il Premio Strega e regalando grandissimo lustro alla nostra comunità.
Lo ricorderemo sempre con immenso affetto e in questo momento voglio porgere le mie più sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari”.