Gioco legale, l’affondo di Simeone sulle decisioni della Regione

Giuseppe Simeone, consigliere regionale del Lazio

“Non posso che esprimere massima insoddisfazione per la decisione della giunta e della maggioranza che guida la regione Lazio ai due emendamenti, che ho presentato quale primo firmatario, insieme ai capigruppo di Lega e Fratelli d’Italia, al cosiddetto Collegato al bilancio 2021, in discussione in queste ore nella commissione consiliare competente, per dare risposte immediate e certe agli operatori del settore del gioco pubblico.

Gli emendamenti hanno recepito il grido d’allarme degli operatori del settore a cui di fatto, con questa scelta, la Regione Lazio volta ufficialmente ed inspiegabilmente le spalle. Il primo, puntava a prorogare di ulteriori 12 mesi, rispetto a quanto previsto dalla giunta regionale nella proposta di legge sul cosiddetto Collegato al Bilancio, il termine per adeguarsi a quanto stabilito dalla normativa regionale vigente in materia.


Con il secondo, invece, al fine di definire in modo chiaro le tempistiche per l’adeguamento dei pubblici esercizi che gestiscono apparecchi per il gioco lecito collocati all’interno di esercizi pubblici commerciali o di sale da gioco, a quanto previsto dalla legge regionale del 2013, concernente “ Disposizioni per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico (GAP)” e alla normativa vigente in materia, si dava mandato alla Regione Lazio di istituire, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, un tavolo interistituzionale, presieduto dalla struttura regionale competente, a cui prendono parte gli enti locali, le aziende sanitarie locali (ASL), una rappresentanza delle associazioni di categoria e dei lavoratori del settore del gioco pubblico, le associazioni antimafia, le associazioni di volontariato, le associazioni familiari e i soggetti del terzo settore.

Prendiamo atto che il senso di responsabilità che eravamo convinti l’istituzione Regione dovesse mostrare è stato completamente disatteso e senza alcuna valida ragione a sostenere il rigetto di queste proposte che, ripetiamo, nascevamo proprio a seguito dell’ascolto degli operatori del settore. Dove non c’è gioco legale c’è il mercato sotterraneo che prende spazio. Dove non ci sono garanzie per il gioco legale non ci sono occupazione, ci sono famiglie abbandonate a se stesse e imprese che stentano a sopravvivere. Non ci fermeremo certo qui e ripresenteremo questi emendamenti non per capriccio ma nel rispetto di un settore, quello del gioco lecito, riconosciuto, che contribuisce tra l’altro ad arginare la criminalità organizzata, che rischia il “game over” a causa del disinteresse di Zingaretti e della sua maggioranza”.