Schiuma in mare a Minturno, Legambiente raccoglie i dati e lancia l’allarme

Schiuma in mare a Minturno, Legambiente raccoglie i dati e lancia l’allarme
La schiuma in mare torna a farsi vedere in quel di Minturno. Legambiente interviene, raccoglie campioni e li fa analizzare. Dopo circa un giorno lancia l’allarme.
“Dai risultati emersi dalle analisi effettuate dal nostro laboratorio, che si avvale di moderne tecnologie oggi adottate da diverse Agenzie Regionali, emergono dati non del tutto rassicuranti in merito al prelievo eseguito Venerdì mattina sulla spiaggia di Scauri chiamati ad intervenire per una estesa scia di schiuma sulla superficie marina.” Lo comunica Dino Zonfrillo Presidente di Legambiente Sud Pontino.
“Occorre premettere e ribadire, per non generare allarmismi non utili alla corretta interpretazione del fenomeno, – continua nel comunicato – che i numeri si riferiscono ad un campionamento effettuato nel punto in cui era più densa la concentrazione di schiuma. Siamo intervenuti al solo fine di verificare la presenza e la concentrazione di colibatteri seguendo un percorso uguale a quello utilizzato dalle Agenzie Regionali ma diverso nella metodica solo nella fase del prelievo finalizzata, quest’ultima, a verificare con periodicità mensile l’idoneità alla balneazione che non era un nostro obiettivo.
Veniamo ai dati: Escherichia Coli 1050 UFC/100 ml, Enterococchi 890 UFC/100 ml laddove, volendo utilizzare le tabelle di riferimento per la balneazione suggerite dalla Comunità Europea, il valore massimo per entrambi è 500 colibatteri per 100 ml. Risulta pertanto fortemente inquinato, superando quota 1000, per il primo parametro ed inquinato il secondo molto oltre il limite di 500.
“I numeri – aggiunge commentandoli – non devono indurre a generalizzare, traendo conclusioni semplicistiche sullo stato di salute delle acque del nostro territorio che dipende da molti fattori, alcuni ancora da studiare, ma sicuramente indotti dalla intensa antropizzazione a cui ha fatto seguito in questi anni una distratta gestione del territorio.
“Il fenomeno delle “ fioriture algali “, invocato qualche volta impropriamente in coincidenza dell’ avvistamento delle cosiddette ” scie di schiuma”, – ci tiene a precisare Legambiente – potrebbe nel contempo far passare il messaggio, falsamente rassicurante, di essere di fronte a qualcosa di naturale laddove c’è una grave sofferenza. Avviene – entra nel dettaglio Zonfrillo – quando l’eutrofizzazione, una specie di concimazione artificiale del mare, causata anche da sostanze chimiche provenienti dalle attività agricole ed altre da scarichi abusivi di acque fognarie o mal depurate ricche di sostanze organiche , ne sostiene le condizioni. Già in primavera, con il nostro campionamento degli scoli sulle spiagge di Scauri, abbiamo riferito di una situazione allarmante. Così come preoccupa lo stato del Fiume Garigliano, del Rio S. Croce e Recillo da tempo biologicamente inquinati, denunciato anche da Goletta Verde. Ritrovare colibatteri in coincidenza delle scie fa pensare, esclusa una causa locale a volte dovuta a sbocchi di canali , a una fonte di inquinamento, tutta da determinare, talmente vicina che la capacità di autodepurazione e diluizione del mare non siano in grado di mitigare l’effetto.
Il nostri rilievi eseguiti con competenze scientifiche – continua il comunicato – ,con il contributo del nostro comitato tecnico-scientifico che si occupa delle storiche campagne di Goletta Verde, non sono mirate, né lo pretendono , a dare una risposta definitiva sulle cause di questa forma di inquinamento ne tanto meno individuare i soggetti responsabili. Mettono a disposizione un dato importante e utile a chi ha la sensibilità di recepirlo. Vogliamo, infine, rilanciare una sfida a chi ha il compito di intervenire perché si istituisca finalmente un tavolo per un dialogo sereno e trasparente, coinvolgendo associazioni e soggetti di interesse quali in primo luogo i Contratti di fiume e di Costa, il Gestore delle risorse idriche, ma anche organizzazioni di categoria o singoli cittadini volenterosi di mettere a disposizione le loro competenze con un unico scopo preservare le risorse naturali indispensabili per la nostra economia e il nostro benessere e delle generazioni future.”

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